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Draghi, il Movimento 5 Stelle svela le carte: “Noi ci saremo con lealtà”

Il post di Grillo, le dichiarazioni di Crimi, la presenza di Conte e l’apertura di Di Maio aprono definitivamente la strada al sostegno pentastellato al governo Draghi. Unica voce fuori dal coro; Di Battista, che per alcuni sarebbe pronto alla scissione

luigi di maio beppe grillo

“Noi ci saremo con lealtà”. Sono le prime parole espresse dal capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, nelle dichiarazioni alla stampa successive all’incontro tra Mario Draghi e la delegazione pentastellata, guidata da Beppe Grillo, che ha scelto di non partecipare alla conferenza stampa finale.

Un’apertura in larga parte attesa e che conferma, ormai quasi ufficialmente, la presenza del Movimento 5 Stelle nel nuovo esecutivo Draghi che si va delineando. Unico vincolo, superabile, è la richiesta, ribadita anche oggi da Crimi, che si vada verso una “maggioranza politica”.

L’incontro tra Draghi e Grillo, attesissimo, è durato oltre un’ora, durante la quale il fondatore del Movimento 5 Stelle ha messo sul tavolo le richieste contenute nel mini-documento programmatico i cui contentui erano già stati pubblicati sul suo blog in un post intitolato: “In alto i profili. Le fragole sono mature.” Prima dell’incontro si è tenuto un vertice interno al M5S al quale hanno partecipato, oltre al capo politico Crimi, anche Davide Casaleggio, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, la cui possibile leadership è l’altro grande tema che infiamma il movimento. Durante la riunione Grillo ha urlato per motivare i suoi e spingerli verso una linea che sembra ormai chiara: quella governista.

Tra i punti toccati, anche il voto su Rousseau, su cui spinge Davide Casaleggio per salvaguardare quantomeno la forma della democrazia diretta ormai diventata una foglia di fico dietro cui nascondere un partito vero e proprio gestito in modo verticale e le cui decisioni vengono prese dai vertici e sottoposte a una poco più che formale ratifica del voto online, come abbiamo visto accadere in tutte le votazioni più importanti degli ultimi anni. Poco fa ha parlato anche il ministro degli Interni Di Maio, che ribadisce prima di entrare al vertice:

“Oggi è un momento di compattezza con la presenza di tutti, di Grillo, Casaleggio e anche di Conte. Oggi la famiglia si allarga. La posta in gioco è alta, saremo responsabili”.

Poco fa sono arrivate anche le dichiarazioni del deputato grillino Sergio Battelli, che ha sostanzialmente ribadito quello che già era emerso nel corso della mattinata:

“La decisione verrà presa nei gruppi parlamentari. Conte leader? Non c’è il leader automatico. Presto avremo uno statuto più snello. Noi in ogni momento difficile abbiamo sempre tante personalità e pensieri diversi, ma siamo sempre arrivati a una sintesi. Ascoltare Mario Draghi è uno dei momenti più alti, parliamo della persona più autorevole in Italia, quantomeno in termini economici. Fino a pochi giorni fa si sapeva solo il nome: Draghi. Oggi, dopo l’interlocuzione e gli incontri, sapremo anche qual è il perimetro.”

L’unica voce fuori dal coro resta quella di Alessandro Di Battista, che ancora in mattinata ha ribadito la sua ferma contrarietà a qualsiasi governo Draghi e per alcuni sarebbe vicinissimo ad aprire la scissione.

“Buongiorno, volevo dirvi che non ho cambiato idea. Se fossi in Parlamento non darei la fiducia al Presidente Draghi” ha esordito, prima di elencare, una dopo l’altra, le ragioni del no già espresse in una serie di post precedenti. Poi la conclusione: “Ognuno è fatto come è fatto d’altro canto. In queste ore qualcuno mi ha scritto “sei troppo radicale. In politica occorre anche cambiare opinione e plasmarsi sulle situazioni cambiate”. Sarà anche vero. Ma io non ce la faccio. Io non sosterrò mai un governo sostenuto da Forza Italia. Buon fine settimana a tutti!”