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DPCM novembre: le chiusure, il coprifuoco e il divieto di spostamento tra le Regioni

Con il DPCM di novembre non ci sarà un lockdown nazionale, e probabilmente non verranno chiuse intere regioni. Saranno i governatori a decidere le chiusure provinciali laddove è necessario. Ma verranno affiancate misure nazionali, che potrebbero portare alla chiusura dei centri commerciali nel fine settimana, ad anticipare il coprifuoco alle 21 e a vietare lo spostamento tra regioni se non per motivi di necessità

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Con il DPCM di novembre non ci sarà un lockdown nazionale, e probabilmente non verranno chiuse intere regioni. Saranno i governatori a decidere le chiusure provinciali laddove è necessario. Ma verranno affiancate misure nazionali, che potrebbero portare alla chiusura dei centri commerciali nel fine settimana, ad anticipare il coprifuoco alle 21 e a vietare lo spostamento tra regioni se non per motivi di necessità.

DPCM novembre: le chiusure, il coprifuoco e il divieto di spostamento tra le Regioni

Qual è il criterio con il quale verranno decise le zone rosse? Il Corriere spiega quali sono le aree di rischio, quelle in cui l’indice RT è ormai sopra la soglia di 1,5:

Secondo il dossier degli scienziati «11 regioni sono classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata di Covid-19. E sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Val d’Aosta, Veneto». Le regioni «segnalate» sulla base degli ultimi bollettini quotidiani, dunque dove è necessario adottare nuove restrizioni, sono: «Lombardia, Lazio, Val d’Aosta, Liguria e provincia autonoma di Bolzano».

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Per la Stampa è praticamente certo il lockdown di Milano e Napoli:

Nel frattempo, la stretta seguirà un doppio binario: da una parte Conte vuole che si decidano con le Regioni, e sulla base del documento del Cts, le zone rosse delle grandi città e delle aree limitrofe, dove i sistemi sanitari sono sull’orlo dell’esplosione. Per ora, Milano e Napoli sicuramente. Forse anche Genova. Mentre si valuta se chiudere Torino e Firenze, altre parti della Lombardia (come la Brianza) e pezzi del Veneto e del Meridione. La situazione di Roma appare diversa, anche se c’è tra gli scienziati del Cts chi spinge per chiuderla. Nelle città più in crisi si dovrebbe arrivare a una vera e propria serrata, con limiti alla mobilità e la chiusura di tutti i negozi non essenziali. Il governo con il Dpcm offrirà la copertura necessaria per i lockdown mirati che gli enti locali, secondo i precedenti decreti, avrebbero il potere di imporre.

Per tutto il paese però arriverà comunque una nuova stretta. A partire dalla didattica a distanza che riguarderà il 100% degli studenti a partire dalla terza media. Gli orari dei negozi potrebbero essere ridotti con la chiusura alle 18 e la serrata totale di bar e ristoranti. Anche parrucchieri e centri estetici sono a rischio chiusura. E per quanto riguarda il coprifuoco c’è chi chiede di anticiparlo alle 21 come deterrente alle riunioni nelle case. Infine è probabile che verrà adottato il divieto di spostarsi tra regioni se non per motivi di lavoro, salute o necessità. Con il conseguente ritorno dell’autocertificazione