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Dove si farà il quartiere a luci rosse per le prostitute a Roma

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Il quartiere a luci rosse per le prostitute a Roma è «solo una boutade», dice il prefetto Giuseppe Pecoraro, noto finora per la clamorosa attenzione rivolta a Mafia Capitale e per aver combattuto le iscrizioni delle unioni civili nella Capitale secondo un principio nel frattempo sconfessato dalla procura di Milano per Giuliano Pisapia. Nel frattempo però il Partito Democratico cerca di tagliare i ponti al sindaco Marino, di cui voleva la defenestrazione prima che il partito stesso venisse travolto da Mafia Capitale. Il Messaggero ci fa sapere che «in queste ore il commissario del Pd Matteo Orfini ha ricevuto più di una chiamata di lamentele da colleghi parlamentari e consiglieri comunali per come è stata gestita la vicenda. La presidente regionale del partito, la renziana Lorenza Bonaccorsi, come donna e come esponente di punta dei dem romani in diversi colloqui privati ha espresso forti perplessità sul metodo e soprattutto sul merito dell’operazione. L’altro turbo renziano Luciano Nobili, già vicesegretario del partito, è categorico: «E’ una scelta sbagliata, invocata solitamente dalla peggiore destra: i problemi non si nascondono ma si affrontano. Confondere la schiavitù delle ragazze con il decoro e l’ordine pubblico è grave. Quale cliente vorrà essere controllato? Non è una competenza del Campidoglio, mi aspetto una reazione delle donne dem». Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza, sa che la situazione sta diventando esplosiva: «Nelle prossime ore convocherò il gruppo e i parlamentari romani. Non si può passare dal decentramento amministrativo dei municipi al federalismo sessuale». La pubblica ottusità è talmente inverata che sarebbe inutile ricordare ai signori in questione che istituire una zona franca per la prostituzione (che di per sé non è reato) è l’unico modo di affrontare la questione dal punto di vista amministrativo, mentre compito della politica sarebbe fare leggi che permettano di risolvere la situazione: ma all’orizzonte non c’è nessuna legge, e la responsabilità è proprio di quei parlamentari che oggi gridano allo scandalo. Il Corriere della Sera pubblica questa mappa delle zone della prostituzione all’Eur, che comprende anche il triangolo di strade scelto da Marino e Santoro, a partire da viale Tupini:

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Le zone delle prostitute a Roma e dove si farà il quartiere a luci rosse dell’EUR

Attualmente nel quartiere in 23 strade si concentra il 50 per cento del fenomeno della prostituzione dell’intero IX municipio che ospita oltre 170 mila abitanti. In tante città europee la prostituzione è regolamentata e/o legalizzata, e le lucciole pagano le tasse come alcune di loro vorrebbero fare in Italia. A Roma la prostituzione è un fenomeno che interessa un esercito composto per il 65 per cento da donne (in gran parte rumene e nigeriane), per il 30 per cento da transessuali (brasiliani in primis e poi colombiani e argentini) e per il restante 5 per cento da uomini (rumeni e nordafricani), questi ultimi in vendita soprattutto nella zona di Termini, la grande stazione. Questo, infine, è il riepilogo della proposta del IX Municipio sulle prostitute a Roma:
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Il riepilogo della proposta del IX municipio sulle prostitute a Roma (Il Messaggero, 8 febbraio 2015)

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