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La versione di Domenico Diele

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«Com’è stato possibile che sia morta? L’ho uccisa io? Come ho fatto a rovinare tutto così, che cosa ho combinato, che cazzata ho fatto»: Repubblica e Corriere oggi riportano una serie di virgolettati di Domenico Diele, l’attore che l’altroieri ha investito e ucciso Ilaria Dilillo, 48enne di Salerno all’uscita autostradale di Montecorvino Pugliano. Quando ha tamponato lo scooter della donna,l’attore era alla guida sotto l’effetto di stupefacenti e con la patente sospesa. Diele non è scappato. Oggi Repubblica racconta cosa ha detto in ospedale:

Diele, fermato subito dopo dalle pattuglie della Stradale, mentre è in stato di choc allo svincolo di Montecorvino Pugliano, viene portato in ospedale, dove racconta confusamente ciò che ricorda. Risponde alla dottoressa Chiara D’Amore, chiede di uscire pochi minuti, di fumare. Poi si sottopone alle visite cliniche da cui emerge con certezza che ha fatto uso di droghe. Brucia un altro paio di sigarette all’esterno dell’ospedale guardato a vista da poliziotti inviati dalla dirigente Grazia Papa. Non sa ancora che rischia fino a 12 anni di carcere, in virtù della nuova legge recentemente entrata in vigore.

«La guida era tranquilla, all’improvviso ho sentito un botto enorme, si sono aperti gli airbag, ho visto del fumo», è il racconto. «Anche il parabrezza si è spaccato. Allora ho cercato di non perdere il controllo del volante, è stata una frenata violenta. Appena sono sceso, ho visto questo scooter quasi agganciato a un mio parabrezza. Poi, la donna a terra. Mi sono messo a urlare aiuto, si è fermato qualcuno, ha cercato di darmi una mano e dopo è arrivata la polizia». La ricostruzione della Stradale confermerà che è stato il povero corpo di Ilaria a spaccare il parabrezza, prima di volare per oltre cento metri.

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Ilaria Dilillo: la donna deceduta nello scontro con Domenico Diele

Il Corriere della Sera invece raccoglie il racconto del consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, che ha incontrato Domenico Diele nell’ambito di una visita ispettiva al carcere di Fuorni, alle porte di Salerno.

«Sono colpevole», dice. E insiste: «Urlerò la mia colpevolezza con tutte le forze. Non ho scuse, ho sbagliato e devo pagare. Devo pagare quello che decideranno i giudici e se servisse a qualcosa pagherei di tasca mia anche qualunque cosa alla famiglia. Però non sono un criminale. In televisione si parla di me come un assassino drogato: non è così». «Io non sono uno che prima si è drogato e poi si è messo a guidare come un pazzo finendo per provocare una tragedia», ripete.
«Sono dipendente da eroina, questo sì, ma la droga non c’entra con l’incidente. Mi sono distratto con il cellulare. Ho un telefonino che funziona male, c’è un tasto che non va, e io per cercare di fare una telefonata ho abbassato gli occhi». E proprio in quel momento la sua Audi ha travolto lo scooter di Ilaria Di lillo. «Non me ne sono nemmeno reso conto subito di quello che era successo. Solo quando sono sceso dall’auto ho visto e ho capito».

Il Corriere racconta che nell’auto è stato trovato un piccolo quantitativo di cocaina ma al test è risultato positivo agli oppiacei e ai cannabinoidi. Domenico Diele sostiene che quella busta si trovasse nel portafogli da tempo. Dice che era in macchina per arrivare in tempo al matrimonio di sua cugina in Calabria. E poi: «Vorrei incontrare il padre di quella donna,inginocchiarmi davanti a lui e ammettere le mie colpe. Ma anche provare a spiegargli che è stato un incidente e non un omicidio».