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Doina Matei torna in semilibertà

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Doina Matei è stata riammessa al regime di semilibertà. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Venezia. Unico vincolo applicato è quello del divieto all’uso dei social network. La richiesta di ripristinare il regime di semilibertà per Doina Matei, la giovane condannata a 16 anni di carcere per aver ucciso con un colpo di ombrello Vanessa Russo nella metropolitana di Roma, era stata avanzata dalla Procura generale nell’udienza del 3 maggio scorso. Alla Matei – che nelle scorse settimane era stata al centro di diverse polemiche in seguito alla pubblicazione su Facebook di diverse fotografie, anche in costume da bagno – era stata tolta la semiliberta’ qualche settimana fa. La donna aveva spiegato di avere scelto di andare sui social network per avere un contatto con il figlio che vive in Romania e per tenere un legame con gli amici. Matei ha usufruito dei benefici di pena dopo aver scontato metà della condanna.
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Doina Matei torna in semilibertà

Dopo nove anni di carcere, in virtù della buona condotta e del pentimento per quanto fatto la Matei aveva ottenuto dal tribunale di sorveglianza la concessione del regime di semilibertà. Questo significava che Doina Matei poteva uscire dal carcere della Giudecca di Venezia durante il giorno per lavorare in una cooperativa e farvi ritorno la sera. Anche questa è una misura prevista dal nostro ordinamento. La cosa però come sempre è stata presentata come la storia dell’assassina “già libera” dopo solo nove anni di detenzione. Dal momento che la donna è romena si sono scatenate le solite pagine razziste, sempre pronte a denunciare tutti i crimini degli immigrati. Reazioni del genere, come ad esempio quelle di Simone Di Stefano di  CasaPound non sorprendono poi così tanto, diciamo che sono un atto dovuto da parte di persone che hanno fatto dell’odio verso gli stranieri la loro ragione d’essere.
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Ma la polemica sulla Matei non è nata solo perché ora gode del regime di semilibertà ma perché qualcuno ha trovato il suo profilo Facebook dove la donna (che tra l’altro non utilizzava nemmeno il suo nome reale), invece che postare foto da dietro le sbarre ha postato foto “in giro per Venezia”. Una vergogna perché Doina “doveva scontare tutta la pena e poi scomparire in silenzio“, scrivono su una pagina fascio-gentista. Ma quello che non dicono è che Doina sta effettivamente scontando la pena proprio come previsto dalla legge italiana secondo il quale uno degli obiettivi a cui deve mirare il carcere è la riabilitazione del reo e il suo reinserimento in società.
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