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“Djokovic è prigioniero”? Come la raccontano il padre di Nole e la Serbia e come è la realtà

Il padre di Novak Djokovic ha affermato che suo figlio è “tenuto prigioniero” in Australia, ma le autorità locali hanno specificato che è libero di lasciare il Paese in qualsiasi momento

Perché Novak Djokovic è stato bloccato in aereo

Novak Djokovic è vittima di un complotto politico, è “come Spartaco”, no anzi, “come Gesù”, ora addirittura “tenuto prigioniero in Australia”. I deliri dei familiari del tennista numero uno al mondo, bloccato in un hotel di Melbourne in attesa di conoscere l’esito del ricorso presentato contro la decisione di espellerlo dal Paese perché non vaccinato e sprovvisto di un motivo valido per ricevere un’esenzione, sembrano non avere fine. E anzi, in un’escalation di auto esaltazione, diventano via via più roboanti. In particolare quelli di suo padre, Srdjan, che ha tenuto addirittura una conferenza stampa a Belgrado per dire la sua sulla vicenda. Il caso è sfociato dall’essere una questione sportiva a diventare diplomatica quando addirittura il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha attaccato direttamente il primo ministro australiano Scott Morrison: “Ciò che non è fair play è caccia alle streghe politica (contro Djokovic, ndr) a cui partecipano tutti, incluso il primo ministro australiano, sostenendo che le regole sono valide per tutti”.

“Djokovic è prigioniero”, ma per l’Australia se vuole può andarsene in qualsiasi momento”

Ma sull’argomento “Djokovic prigioniero” in un hotel che peraltro non incontrerebbe le sue preferenze perché non a 5 stelle (c’è chi dice che il tennista ci abbia trovato anche qualche insetto), la ministra degli Interni australiana Karen Andrews hanno tenuto a specificare che “può andare via in qualsiasi momento”. La polizia di frontiera è anzi disponibile a facilitare quanto prima la sua partenza. Tutt’altro che prigioniero, al massimo un ospite non gradito. “C’è stato chiaramente un errore in termini di ciò che Novak Djokovic o il suo team hanno capito sui requisiti di ingresso, oppure qualcuno ha agito in maniera poco chiara”, ha detto il ministro delle Finanze Simon Birmingham in un’intervista televisiva, specificando quello che Djokovic sapeva già: “Sì, abbiamo riaperto le frontiere, ma essere vaccinati doppiamente è sempre stato un requisito indispensabile”.