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Diletta Ciommei: la storia degli insulti sessisti all’arbitra

L’arbitra non gli ha fischiato un calcio di rigore e poi lo ha ammonito: è stata coperta di insulti Diletta Ciommei la direttrice di gara. Al giocatore del Real Avignana comminate 10 giornate di squalifica

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La teoria evolutiva di Darwin è sembrata affidabile per anni solo perchè non era mai passata al vaglio dello stadio, al contrario Diletta Ciommei in uno stadio c’è stata. Forse anche più di uno, magari cento. Con il fischietto in bocca, indossando la stessa divisa federale che l’AIA ha previsto per tutti i suoi tesserati. Modelli unisex, perché sempre di più non si sa che giudice di gara arriva. E allora tanto vale pensare solo alla taglia e accantonare i generi. Questo è quello che pensano i normo pensanti, però poi esiste sempre il genio, quello che non è riuscito a diventare Messi e allora tira qualche calcio ad un pallone in terza categoria. Per lui esistono i cinque minuti di notorietà come per tutti. Nel caso del calciatore della Real Avignano che ha definito “vergognoso” essere arbitrato da una donna però, quelli sono cinque minuti di umiliazione davanti alla teoria evolutiva di Darwin. Altrimenti non si spiegherebbe come certe cose accadano nel 2021.

Diletta Ciommei: la storia degli insulti sessisti all’arbitra. le parole del presidente

I fatti sono semplici, a redigere il verbale è stata l’arbitra dopo che Adrian Florian Pistinciuc uscendo dal campo le ha stretto la mano sostenendo che una “femmina non può arbitrare”. Il bilancio? Irrispettoso verso la giudice della gara, una figuraccia nazionale e 10 giornate di allontanamento dai campi. La Lega Nazionale Dilettanti Umbria nelle ore successive ai fatti ha pubblicato una nota, “al termine della gara, dopo aver stretto la mano all’arbitro in maniera sarcastica, proferiva al suo indirizzo reiterati insulti sessisti, dichiarando di vergognarsi del fatto che un arbitro donna potesse aver diretto una sua partita; nonostante i compagni di squadra cercassero di allontanarlo, proseguiva con gli insulti invitando la predetta a smettere di arbitrare in quanto il calcio non è per le donne”. Ovviamente per giustificare la rabbia è chiaro che bisogna risalire ai fatti del match, durante il quale il giocatore avrebbe chiesto un rigore e ne avrebbe ottenuto un’ammonizione. Nulla di nuovo insomma. Il caso ha creato tanto imbarazzo che anche il presidente della squadra ha commentato “La società si dissocia pienamente dal comportamento grave e scorretto assunto dal calciatore – spiega Emiliano Brunetti numero uno della Real Avignano -. Porge inoltre le più sentite scuse all’arbitro signorina Diletta Ciommei alla quale auguro le più grandi soddisfazioni sportive e professionali».