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I dieci indagati per gli abbonamenti digitali al Sole 24 Ore

roberto napoletano sole 24 ore

Il nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di Finanza sta eseguendo 4 decreti di perquisizione nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sui conti del gruppo Sole 24 Ore. Inchiesta che al momento vede 10 persone indagate per false comunicazioni sociali e appropriazione indebita da circa 3 milioni di euro. Al centro dell’indagine una presunta fittizia sottoscrizione di decine di migliaia di abbonamenti digitali. Risultano indagati per false comunicazioni sociali, tra gli altri, il direttore Roberto Napolitano, l’ex presidente Benito Benedini e l’ex Ad Donatella Treu.

I dieci indagati per gli abbonamenti digitali al Sole 24 Ore

Al direttore Roberto Napoletano, all’ex presidente Benito Benedini e all’ex Ad Donetella Treu, i pm di Milano contestano “in concorso tra loro” e “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso” di avere rappresentato “fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica e in particolare sulla vendita cartacea e delle copie digitali e sui ricavi ad esse connessi”. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2015 e 2016. Tra gli indagati anche Filippo Beltramini manager della società inglese ‘Di source’ che di cui il Sole 24 Ore era cliente e che gestiva un cospicuo pacchetto di abbonamenti digitali.
stefano quintarelli
Si parla di “gravi anomalie” nell’andamento “economico della società”, di “vendite” di copie digitali “tanto enfatizzate” ma poi accertate come “false” e anche di una parte “significativa di copie” cartacee finita “dritta al macero”. Al centro dell’indagine partita nei mesi scorsi e, in particolare, del filone sulle presunte false comunicazioni sociali, ci sarebbe il presunto dato falso comunicato nel marzo 2016 (e relativo al bilancio 2015) di oltre 100mila copie digitali ‘multiple’ dichiarate come vendute ma che sarebbero risultate, a detta degli inquirenti, “fantasma”. Gli accertamenti hanno riguardato anche la società inglese Di Source Limited (e altre due che sarebbero ad essa collegate), che era stata incaricata dal gruppo di gestire gli abbonamenti delle copie digitali e che avrebbe gonfiato i dati con un impatto finale, dunque, sia sul bilancio del gruppo che sul mercato degli inserzionisti pubblicitari.

Stefano Quintarelli tra gli indagati

Nell’altro filone si sospetta invece una presunta appropriazione indebita, con al centro sempre la Di Source e altre società, di circa 3 milioni di euro, soldi che sarebbero usciti dalle casse del ‘Sole’. Stando agli atti, gli inquirenti avrebbero avuto riscontri sulle presunte vendite gonfiate anche da alcuni testimoni sentiti, che hanno raccontato come le copie digitali in realtà “non venivano acquistate”. Nell’ambito dell’accusa di false comunicazioni sociali, tra l’altro, i pm nel decreto parlano di un “ruolo preponderante” di Napoletano. Tra i 10 indagati nell’inchiesta con al centro la situazione contabile del gruppo Sole 24 Ore figura anche Giuseppe Stefano Quintarelli, deputato, eletto in Scelta Civica e ora nel gruppo misto, indagato per appropriazione indebita in qualità di ex direttore dell’area digitale del quotidiano.
sole 24 ore
Poi figurano, in un altro filone e per il reato di appropriazione indebita di circa 3 milioni di euro, anche il fratello del deputato, l’imprenditore Giovanni Paolo Quintarelli, l’ex direttore finanziario del gruppo Massimo Arioli, l’ex direttore dell’area vendite Alberto Biella, il commercialista Stefano Poretti, e Filippo Beltramini, direttore di una società inglese controllata da ‘Di Source’, società anch’essa inglese che si occupava della vendita degli abbonamenti digitali. Indagata anche una decima persona.