Fact checking

Il fantastico show di Di Battista a Piazza Pulita (e gli insulti ad Alessandra Sardoni)

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Ieri Alessandro Di Battista era ad Viterbo per il tour elettorale del MoVimento 5 Stelle. Come è noto Di Battista ha deciso di prendersi una pausa dalla politica e non si è candidato alle elezioni del 4 marzo. Questo naturalmente non significa che il Dibba non possa continuare a fare politica “fuori dai palazzi” come ha sempre dichiarato di voler fare. Di Battista quindi ha dovuto rispondere – suo malgrado – alle noiose domande che i giornalisti in studio a Piazza Pulita (Corrado Formigli, Antonio Padellaro e Alessandra Sardoni) gli facevano dallo studio.

Alessandro Di Battista è stanco di rispondere alle domande dei giornalisti

Che l’onorevole pentastellato non abbia gradito molto le domande è chiaro. Questa mattina infatti Di Battista si è lamentato su Facebook di aver dovuto rispondere “sempre a domande sulle alleanze” per colpa dei giornalisti che chiedono “solo questo” e fanno notare che il MoVimento di protesta (guardacaso proprio l’anima incarnata dal Dibba) non è ancora stato in grado di fornire risposte concrete alle questioni che ha posto in questi anni. Secondo Di Battista il problema di questi confronti televisivi è – “perdinirindina” – che nessuno lo chiede e che viene dato poco tempo per rispondere.

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Poi però succede che quando dallo studio gli si chiede un commento sul caso di Ardea – comune laziale governato dal pentastellato Mario Savarese recentemente salito alla ribalta delle cronache perché il sindaco ha detto che non sono i soldi per l’assistenza ai disabili a scuola non ci sono più a causa di evasione e abusivismo – Di Battista preferisce tagliare corto dicendo che l’importante è la legalità e che lui “se ne sbatte del consenso”. Peccato che proprio sugli abusi edilizi la posizione del M5S sia leggermente diversa. Ma non è questo il punto. Il punto per Di Battista è che in Italia c’è Berlusconi. Ora che in Italia ci sia Berlusconi è cosa nota, ma non si può continuare a non voler affrontare i tanti problemi che ci sono in Italia per colpa di Berlusconi.

Tutte le risposte che Di Battista non ha dato a Piazza Pulita

Per Di Battista però bisogna cominciare dai vertici, che devono dare il buon esempio. Il che senz’altro è un ragionamento corretto, ma è curioso che a farlo sia uno degli esponenti di punta di quel MoVimento che parla di cambiamento dal basso. Come fa notare la giornalista de La 7 Alessandra Sardoni non ha molto senso continuare a puntare il dito contro Berlusconi quando poi ci si trova ad amministrare realtà concrete come quella di Ardea. Di Battista poi è tornato a parlare della necessità di abolire i vitalizi, dimenticando ovviamente di ricordare che i vitalizi sono stati aboliti a partire dal 2012 e che sarebbe probabilmente incostituzionale andare a toccare i privilegi acquisiti (senza contare che non sarebbe poi un gran risparmio per lo Stato).

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Il problema è – come fa notare Formigli – non è quello che hanno fatto i governi precedenti (o quello che hanno fatto di sbagliato). Il problema è parlare – e discutere – delle proposte concrete del M5S. Ad esempio Di Battista dice che sono state trovate le coperture per dare un reddito di dignità agli italiani. Ma da quel poco che si sa i 5 Stelle parlano di coperture per 15 miliardi di euro quando secondo calcoli più recenti il reddito di cittadinanza dovrebbe costare 29 miliardi di euro. E proprio sulle coperture economiche del programma del M5S da più parti sono stati sollevati parecchi dubbi sul fatto che esistano realmente e che il programma sia davvero realizzabile.  Ad esempio oggi LaVoce.info ha pubblicato un fact checking dove mostra come la riforma Irpef del M5S potrebbe costare cara a famiglie e lavoratori dipendenti a basso reddito mentre l’ampliamento della no-tax area a 10mila euro fa perdere altro gettito fiscale. Quando Di Battista dice che tutti devono pagare le tasse sta pensando alla riduzione delle aliquote Irpef e alle conseguenze che potrebbe avere? Non sembra.

Di Battista si inalbera quando la Sardoni gli fa notare che in questi venti mesi di amministrazione Raggi c’è stata una certa continuità di gestione con le amministrazioni precedenti. Prima fa finta di non capire e tira fuori Mafia Capitale poi chiede esempi che la gestione sia la stessa. Si potrebbe ricordare la vicenda di Federico Chiovelli, l’ingegnere di ATAC rimosso e poi reintegrato in seguito a presunte ingerenze da parte dell’assessora Meleo. Ma dai bandi che non partono perché il Comune non riesce a farli agli affidamenti diretti ci sono tante cose che a Roma sono rimaste come prima. Tutto senza dover tirare in ballo Mafia Capitale o comportamenti illegali. A volte è successo che la Raggi abbia adottato pari pari i piani di gestione delle precedenti amministrazioni. C’è poi la ridicola questione dei risultati delle Parlamentarie, quando arriveranno? Di Battista cambia discorso e parla delle primarie del PD, porta “la sua esperienza personale” ma nemmeno alla terza volta che gli viene fatta la domanda riesce a dire quando i dati saranno pubblicati.

Gli insulti dei grillini a Alessandra Sardoni

La vera nota stonata però è il trattamento riservato dai fan del Dibba alla giornalista – e colonna portante del Tg de La 7 – Alessandra Sardoni. Come è noto i pentastellati non nutrono grande simpatia per i giornalisti. Anche se Grillo ha cancellato tutta la cronologia del suo blog è possibile trovare ancora da qualche parte nell’Internet le famigerate liste di proscrizione del “giornalista del giorno”. Tutto questo odio nei confronti dei giornalisti non è scomparso perché il M5S va in televisione oppure ha candidato Gianluigi Paragone. Così come le pulsioni no-vax non sono scomparse solo perché è stato pubblicato un post sul blog con la “posizione ufficiale” del M5S sui vaccini.

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Basta andare sulla pagina Facebook del MoVimento (o su quella del Dibba) per leggere insulti vergognosi nei confronti di una giornalista che a Piazza Pulita si è limitata a fare delle domande. Domande alle quali il Dibba ha accuratamente evitato di rispondere, proprio come fanno tutti i politici.  Si va dai chi (senza accorgersene?) fa nei confronti della Sardoni la stessa battuta che Berlusconi fece nei confronti di Rosy Bindi a insulti ancora più pesanti.

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Perché a quanto pare l’aspetto estetico riflette anche le qualità morali e professionali. E così Formigli diventa “Vermigli” o “Merdigli” e sulla Sardoni “un’orribile strega malefica” con uno sghignazzo che “la faceva apparire ancora più brutta di come è”. C’è chi si rammarica perché l’ha sempre ritenuta “una giornalista bruttina ma competente”. Quasi che solo chi è bello possa essere davvero bravo.

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Insulti da asilo o da scuole elementari, senza dubbio, ma che riflettono una mentalità diffusa: quella della denigrazione dell’avversario o di chi non la pensa come il MoVimento. Ed in questo caso non si può nemmeno parlare di avversario politico visto che le domande della Sardoni erano quelle che qualsiasi giornalista libero avrebbe rivolto a Di Battista. E non è un caso che anche la performance del giornalista del Fatto Quotidiano Padellaro, che ieri ha “messo in difficoltà” Dibba, non sia stata gradita dalla ggente.

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Il colpo finale lo dà il cantore del grillismo Mario Improta (in arte Marione) che cinguetta una vignetta che prende in giro la Sardoni per il suo aspetto fisico collegando “il livore verso i grillini” all’aspetto della giornalista. Marione ci dice di essere “tenuto”, e sappiamo che in fatto a sessismo non è secondo a nessuno.

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E c’è da chiedersi quanti di quelli che in queste ore stanno insultando una giornalista per il suo aspetto fisico qualche mese fa si erano indignati (giustamente) per il titolo sessista di Libero sulla Raggi. Chissà perché ma quando c’è da insultare una donna i grillini sono sempre in prima fila.