La macchina del funky

Tutte le volte che il M5S ha promesso i numeri delle Parlamentarie (senza darli)

claudio consolo m5s alfano - 3

La lettera E dell’articolo 4 del nuovo Statuto del MoVimento 5 Stelle prevede che «Entro il giorno successivo al termine finale per la consultazione, i risultati sono pubblicati sul sito del MoVimento 5 Stelle, a cura del Comitato di Garanzia. La verifica dell’abilitazione al voto dei votanti ed il conteggio dei voti sono effettuati in via automatica dal sistema informatico della cd. Piattaforma Rousseau; la regolarità delle consultazioni è certificata da un organismo indipendente, nominato dal Comitato di Garanzia, o da notaio». Le parlamentarie si sono concluse da un bel po’ e il MoVimento 5 Stelle non ha ancora fornito i risultati del voto. In compenso, ricorda oggi Repubblica, quei numeri non li conosce neppure Di Maio:

Nessuno sa ancora – neanche tra gli eletti del Movimento, neanche nello staff ristretto di Luigi Di Maio – quante persone abbiano votato, quante preferenze siano state espresse, chi ne abbia ottenute di più. Nelle chat interne era girata solo un’anticipazione: «Renderemo note le percentuali, non il numero dei clic». Nessuno dovrà più essere preso in giro per le poche persone che lo hanno votato assicurandogli il posto in Parlamento, era questo il senso.

Ma se davvero – dopo le promesse di trasparenza reiterate dal capo politico – i dati forniti sul blog delle stelle saranno solo parziali, senza il numero complessivo dei votanti, sarà difficile credere che si sia trattato di un voto regolare. E che gli intoppi della piattaforma, gli attacchi hacker confermati a Pescara da Max Bugani, non ne abbiano inficiato la validità.

parlamentarie m5s numeri 1

Le ragioni che il M5S adduce per la decisione di violare il suo stesso Statuto (non una novità da quelle parti) è che «Siamo sommersi di persone che ci diffidano a comparire negli elenchi e a pubblicare il numero dei voti presi».

parlamentarie m5s numeri

Ma secondo alcuni parlamentari, il vero problema consisterebbe nella scarsa consistenza numerica del voto. Si era data a tutti la possibilità di esprimere 6 preferenze, 3 per la Camera e 3 per il Senato, il che doveva aiutare a “pompare” il numero dei voti complessivi. Molti però ne hanno usata solo una.

Per una piattaforma che il suo fondatore, Davide Casaleggio, intende far arrivare a un milione di iscritti entro il 2018 – e che dovrebbe averne ora 150mila – un numero basso di votanti potrebbe rappresentare un fallimento per un Movimento che, all’articolo 1 del suo statuto, lega la sua attività politica proprio alla piattaforma Rousseau.

Prima o poi i numeri verranno pubblicati, e c’è da scommetterci che verranno indicati non i numeri delle persone che hanno votato ma i voti espressi, in modo da pompare il più possibile i risultati.