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La lettera di Rettighieri all'assessora Meleo su ATAC

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Stefano Esposito, senatore del Partito Democratico, ha pubblicato sul suo sito una lettera di Marco Rettighieri, direttore generale di ATAC, ha inviato all’assessora ai trasporti del Comune di Roma Linda Meleo e indirizzata per conoscenza anche all’VIII commissione del Senato. La lettera risponde polemicamente a Virginia Raggi, chiarisce che Atac non ha ricevuto ancora i famosi 18 milioni stanziati dal Campidoglio, accusa infine l’assessora di aver telefonato per chiedere spiegazioni su un suo provvedimento disciplinare di fatto contestandolo, cosa che Rettighieri ha percepito come un «commissariamento di ATAC». Per chi si chiedesse come ci è finita la lettera di Rettighieri sul sito del senatore PD (e da lì, vedrete, farà il giro dell’internet), è giusto ricordare che più volte sui giornali Esposito è stato indicato come sponsor del DG e vero fautore della nomina effettuata da Tronca. Esposito, infine, è anche vicepresidente della commissione Lavori Pubblici a cui Rettighieri ha indirizzato per conoscenza la missiva.

La lettera di Rettighieri all’assessora Meleo su Atac

La lettera comincia ricordando le dichiarazioni di Virginia Raggi alla festa del Fatto, dove la sindaca avrebbe detto che si aspettava da ATAC che il 95% dei mezzi della linea A della metropolitana fossero in funzione entro l’apertura delle scuola. Un obiettivo che, viste le condizioni di partenza di ATAC e la situazione reale, per i mezzi pare impossibile al DG:

Dai 19-20 mezzi di fine luglio siamo passati a una media di 25-26, che oramai da un mese sono costanti. Questo lo si deve, come ho avuto modo di dirLe, alle internalizzazioni effettuate presso le nostre officine e che porteranno questo numero a circa 28 nel mese di settembre. Quindi si parla di 28 convogli circolanti a fronte di 33 da CdS e quindi 85% di quanto richiesto. E tutto questo ipotizzando che nessun treno debba dichiarare guasto; in questo caso la percentuale scenderebbe ulteriormente. E’ ovvio che c’è il massimo impegno da parte nostra per cercare di aumentare il più possibile quella percentuale a prescindere dagli interventi sull’infrastruttura. Detto questo non comprendo che ultimatum la sindaca abbia dato a me, e, quindi all’ATAC, ultimatum che, sinceramente, ha creato disappunto e amareggiato a me oltre che a tutte le persone che stanno operando per raggiungere il risultato.

Qui Rettighieri prima ricorda che la chiusura dell’affidamento del servizio esterno di riparazione dei bus ha migliorato (strano…) il numero di rotture dei mezzi. Questa è stata una sua idea e quindi la rivendica come merito. Spiega però che l’obiettivo dato dalla sindaca, che spesso rilancia numeri “discutibili”, come sullo staff, è impossibile da raggiungere. Pensa, magari, che si cerchi di fare lo stesso giochino fatto con Daniele Fortini, con le piazzate in stile Muraro. Di certo è molto chiaro nello spiegare che la frase della sindaca ha amareggiato i manager di ATAC, esattamente come sosteneva Fortini per AMA. Quindi si arriva al piatto forte: Rettighieri dice che i soldi che secondo il Comune erano già arrivati ad ATAC non sono arrivati ad ATAC:

I fondi, ad oggi, non sono ancora disponibili poiché nessun bonifico è stato effettuato da Roma Capitale verso ATAC. Ricordo che nessun appalto può essere iniziato senza avere assolto a tutta la procedura tecnico-amministrativa. Il parere legale, poi, sul tipo di finanziamento pone alcuni dubbi. Se infatti la prima parte dell’ADD d RC parla di un finanziamento in conto capitale, nella seconda pagina si fa esplicito riferimento nell’ultimo capoverso ad un possibile ristoro di questi fondi a richiesta di RC (Roma Capitale, ndr) stessa.

Qui Rettighieri sta rispondendo alla lettera di ieri inviata dalla Meleo in cui si parlava dei fondi come già arrivati. Rettighieri segnala che i soldi ancora non ci sono e, perfidamente, ricorda anche che nel provvedimento prima si parla di finanziamento in conto capitale, e poi che i 18 milioni sono un prestito e vanno restituiti al Comune. Ovvero, sta accusando il Comune – e probabilmente l’assessore al Bilancio Marcello Minenna – di aver commesso una scorrettezza.
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Il dipendente spostato a Viterbo e l’interessamento della Meleo

Ma la parte più grave della lettera è il racconto della presunta ingerenza della Meleo in un provvedimento disciplinare a quanto pare comminato dallo stesso Rettighieri. Si parla di un responsabile della Roma-Viterbo che sarebbe stato rimosso dal suo incarico. Rettighieri parla di una telefonata dell’assessora con richiesta di spiegazioni che sa tanto di “interessamento”, accusando la Meleo di ingerenza nelle questioni di ATAC.

Un ulteriore elemento di “disappunto” è anche la richiesta di poter agire su operazioni di personale Atac, come occorso ieri al telefono. Lo spostamento di alcune persone all’interno di un’Azienda di qualsivoglia natura, partecipata o meno, non può essere influenzato in alcun modo da ingerenze esterne. Questo per una serie di motivi, tra i quali spicca il fatto che non si ha una conoscenza della situazione o, ancora peggio, si ha una conoscenza parziale dei fatti accaduti. Tra le altre cose, visto che ho parlato direttamente con la persona interessata allo spostamento a cui ho dato motivazioni sufficienti, non vedo l’opportunità di esprimere riserve su questa azione, come da Lei sostenuto molto sui generis. Molti, tra cui alcune organizzazioni sindacali, vedono tutto questo come un commissariamento di Atac e mio.

Il sanzionato è Federico Chiovelli, rimosso dal vertice della ferrovia Roma-Viterbo. «È un simpatizzante Cinquestelle», maligna qualche collega sul Messaggero. Infine Rettighieri ricorda all’assessora che è diritto dell’amministrazione di cambiare la governance, ovvero fargli le scarpe, cosa che evidentemente accadrà presto visto che la fuga di notizie è piuttosto grave.
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Dopo queste affermazioni è difficile che Rettighieri possa rimanere al suo posto. Impossibile però è che l’amministrazione se la cavi cacciando un DG che aveva evidentemente una tremenda voglia di farsi cacciare. Ma nello specifico Rettighieri ha messo il dito in qualche piaga: la sindaca ha evidentemente il vizio di promettere cose che gli altri devono poi mantenere, e questo è un metodo vecchiotto sia nel caso si vogliano stimolare i manager, sia nel caso si voglia cacciarli: in questo caso è meglio agire con la scure che procedere con queste guerre di trincea e tattiche di logoramento che puntualmente si ripercuotono in danni ai cittadini. Impossibile poi non segnalare ancora una volta la polemica infinita con i sindacati che Rettighieri conduce con molte ragioni (e accuse imbarazzanti come quella di truccare i concorsi) e un punto debole dell’amministrazione grillina che tanti voti ha preso in ATAC (con sindacaliste che invitavano a votare la Raggi anche se loro preferivano De Vito). Nel complesso stiamo assistendo a uno spoil system by litigation, nel quale, bisogna dirlo, da Fortini a Rettighieri anche i manager sembrano piuttosto nervosetti.
EDIT: alle 21 e 30 arriva la prima replica di Linda Meleo:

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La risposta di Linda Meleo a Marco Rettighieri su Facebook

È molto grave che uno scambio di comunicazioni interne tra Campidoglio ed Atac, prima ancora che queste siano giunte all’assessore di competenza, sia reso pubblico da un senatore del Partito Democratico che, palesemente, ne strumentalizza i contenuti per i propri fini politici. E’ altrettanto grave, dunque, che vi sia chi si presta a questi giochini tipici della vecchia politica. È singolare inoltre che la sindaca Virginia Raggi non compaia tra i destinatari della lettera seppur chiamata in causa più volte.
Tuttavia, a differenza di quanto scrive Rettighieri, si ricorda che il dato del 95% dei treni disponibili a settembre esplicitato dalla sindaca è stato comunicato dallo stesso dg, che ha assicurato che nel mese di settembre sui 32 treni programmati per la metro A ne circoleranno 30 e nella peggiore delle ipotesi 28. Si ricorda inoltre che i 18 milioni di euro per la manutenzione della metro A ci sono, stanziati con una delibera di giunta prima di Ferragosto, mentre la determina dirigenziale che dispone il pagamento è datata persino 12 agosto 2016.

La Meleo ha ragione nel definire “grave” la pubblicazione della lettera, anche se andrebbe ricordato che lei è l’esponente di un movimento che ha fatto della trasparenza un suo credo (a parole). La risposta sui mezzi della linea A è fuorviante, visto che Rettighieri dà gli stessi numeri ma avvisa che non può arrivare dall’85% al 95%. La replica sul bonifico non è puntuale (c’è o non c’è? Dalla risposta non si capisce), ma soprattutto la Meleo, con scarsa eleganza, ignora completamente le accuse riguardo il dipendente della linea di Viterbo dove viene chiamata in causa direttamente. Un po’ curioso come concetto di comunicazione trasparente.
EDIT2: Nei commenti si osserva e spiega, a proposito delle critiche di Rettighieri a Minenna (il secondo punto della lettera), «che in base alle norme (d lgs 267/2000 SMI) l’organo politico (giunta/consiglio) assegna somme e l’organo tecnico/amministrativo (dirigenza) impegna e destina tali somme; mi pare strano – eufemismo – che sia avvenuto il contrario, nel caso in questione».
EDIT3: Esposito nei commenti al post della Meleo spiega che ha pubblicato la lettera perché ha “ritenuto mio dovere diffonderla vista la rilevanza dei contenuti”. E noi che pensavamo che l’avesse fatto per polemica politica! Maliziosi! (È la prima volta che Esposito pubblica una lettera ricevuta dalla commissione di cui è vicepresidente su internet, ma questi sono dettagli)
linda meleo stefano esposito