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Il paradosso della Lombardia: invece di aprire centri vaccinali chiude quello di Desio

Il sindaco di Desio, Roberto Corti, si sta battendo contro la chiusura del centro vaccinale nella cittadina lombarda. Secondo il primo cittadino i cittadini in questo modo saranno privati della possibilità di essere vaccinati vicino a casa e dovranno spostarsi per chilometri

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Il sindaco di Desio, Roberto Corti, si sta battendo contro la chiusura del centro vaccinale nella cittadina lombarda. Secondo il primo cittadino i cittadini in questo modo saranno privati della possibilità di essere vaccinati vicino a casa e dovranno spostarsi per chilometri. Il tutto mentre le alternative ancora sono in fase di allestimento.

Il paradosso della Lombardia: invece di aprire centri vaccinali chiude quello di Desio

La decisione della regione di chiudere è stata accolta criticamente, anche perché le strutture alternative avranno un costo: “Non capiamo i criteri di questa scelta – ha affermato l’assessore Buonvicino – Il PalaBancoDesio ha anche un vantaggio in più dei centri designati. Mentre gli hub che verranno aperti verranno finanziati da Regione, con una spesa per l’allestimento, qui è a costo zero perché è già tutto fatto”. In un video il sindaco di Desio ha mostrato il centro e spiegato perché non va chiuso:


Il sindaco di Desio, Roberto Corti, ha poi scritto un appello su Facebook rivolto al presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, all’assessora al Welfare Letizia Moratti e al commissario Figliuolo, oltre che al ministro Speranza. il primo cittadino illustra le motivazioni secondo le quali la chiusura del centro vaccinale è sbagliata. A partire dal numero di dosi somministrate.

Nella città di Desio, provincia Monza e Brianza, presso il PalaBancoDesio è attivo dal 15 marzo 2021 un centro vaccinale COVID-19.
Desio è una città di 42.000 abitanti. Sommando la popolazione dei comuni confinanti, le persone residenti sono circa 250.000, su una superficie di circa 70kmq, con una densità di oltre 3500 abitanti/kmq. Il centro vaccinale è gestito dall’ASST Brianza, con il supporto della Protezione Civile e del Comune di Desio.

E’ stato attivato il 15 marzo scorso, con 6 linee vaccinali occupando una parte del palazzetto (tant’è che l’attività sportiva presente è proseguita senza problemi) e con la possibilità di ulteriori ampliamenti, se ritenuti necessari.
Le 6 linee vaccinali, sono attive dalle ore 8.30 alle ore 19.00, 7 giorni su 7 e la capacità di vaccinazione è arrivata a 600 inoculazioni al giorno.
Dalla giornata del 7 aprile sono state attivate altre linee vaccinali per rispondere alle richieste degli over 80 non ancora prenotati nei sistemi, arrivando a 9 linee nella giornata di venerdì 9 aprile.
Dalla sua apertura ad oggi (12 aprile 2021), sono state inoculate circa 15.000 dosi dei vari vaccini disponibili.L’attività vaccinale del personale sanitario, supportata dai volontari della protezione civile, ha fino ad ora riscosso grande apprezzamento in merito a collocazione, organizzazione, tempi d’attesa e somministrazione.

Ma non solo: con la chiusura i cittadini dovrebbero spostarsi per chilometri per potersi vaccinare:

La struttura sta permettendo ai residenti del territorio di essere vaccinati vicino casa, in un’area priva di barriere architettoniche adeguatamente preparata e soprattutto per i più anziani ed i più fragili, ciò risulta non essere cosa di poco conto.

Poi il sindaco spiega che le alternative non sono ancora pronte. Perché dunque smantellare una struttura già operativa in attesa che ne vengano allestite altre?

Il modello organizzativo, per la cosiddetta “vaccinazione di massa”, ha escluso il PalaBancoDesio dalle sedi previste, prevedendone altre, che sono in corso d’allestimento: questa c’è, funziona bene, serve un territorio molto ampio, ha parcheggi ed è facilmente raggiungibile, perché chiuderla?
Dal 12 aprile 2021 il centro passerà a sole 3 linee vaccinali attive e non essendo inserito nell’elenco delle strutture disponibili all’atto della prenotazione, si stima che terminata la fase di somministrazione della seconda dose agli over80, insegnanti e “fragili” possa concludere le sue attività verso la fine d’aprile o al più tardi la metà di maggio.
Sarebbe possibile potenziare, e come minimo raddoppiare a 12, le linee vaccinali, all’interno dello spazio preposto, ora utilizzato solo per metà.