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Debora e Aurora: madre e figlia morte nel crollo della palazzina ad Acilia

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Debora Catinari e la figlia Aurora sono le due vittime del crollo della palazzina in via Giacomo della Marca al civico 36, in zona San Francesco tra Acilia e Dragoncello. Al momento della tragedia il marito Massimo Ramacci e il figlio Lorenzo non erano in casa. Tutto è accaduto alle 14 e 10 di ieri pomeriggio: il palazzo a due piani al numero 36 di via Giacomo della Marca è crollato a causa di uno scoppio nell’appartamento al secondo piano di quell’edificio costruito 20 anni fa dal padre di Debora, che lo ha lasciato a lei e al figlio Ezio.

Debora e Aurora: madre e figlia morte nel crollo della palazzina ad Acilia

A provocare l’esplosione, secondo le prime ipotesi, le bombole del gas degli inquilini della palazzina a fianco che avrebbero innescato quelle di ossigeno all’interno di uno studio dentistico chiuso per ferie. Fino a notte i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per trovare Debora Catinari e la piccola Aurora, 8 anni. Sono stati ricoverati in ospedale perché feriti due parenti delle vittime, che erano in casa al momento dell’esplosione. Il marito della donna e il figlio maggiore non erano in casa al momento dello scoppio, e al loro ritorno per lo choc sono stati assistiti dalla Croce Rossa. I testimoni hanno raccontato di uno scoppio fortissimo verso le 14 nell’edificio, un’esplosione che ha investito e danneggiato anche i palazzi vicini, in via Giacomo della Marca, una strada dove le case sono una attaccata all’altra.

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Una delle persone trovate vive e soccorse nel crollo della palazzina ad Acilia

L’azienda Italgas ha reso noto che la propria rete è risultata integra. “Al momento l’esplosione sembra causata da una fuga di gas – ha detto Raggi -. C’è già la magistratura che effettuerà tutte le indagini. Rimaniamo in contatto con le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e il magistrato”. La donna rimasta sotto le macerie era insegnante di italiano nella scuola Traiano di Dragona, quartiere vicino ad Acilia, nella quale studiava anche la figlia Aurora. Al momento dell’esplosione il papà era al lavoro in un supermercato della zona, mentre il figlio più grande, Lorenzo, era fuori casa. Le due persone estratte vive dalle macerie e trasportate in eliambulanza in ospedale sono il fratello e la sorella della donna, che aveva perso recentemente i genitori. Al piano terra abita una famiglia cingalese, assente al momento dell’esplosione. Al primo piano c’erano le due case maggiormente interessate dal crollo. La procura di Roma ha aperto un’inchiesta per disastro colposo. Il pm Mario Palazzi ha disposto una consulenza tecnica sulle cause dell’esplosione. Domani il magistrato, che oggi ha effettuato un sopralluogo nella zona, affiderà l’incarico a due ingegneri. Al momento non è possibile stabilire con certezza se lo scoppia sia avvenuto per una fuga di gas metano o di gpl, anche se secondo le prime informazioni gli investigatori avrebbero rinvenuto alcune bombole di gas all’interno dell’abitazione della famiglia cingalese.

La palazzina in via Giacomo della Marca tra Dragoncello e Acilia

La Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo: già questa mattina i periti nominati dal pm Mario Palazzi effettueranno con i pompieri un sopralluogo per individuare le cause delle esplosioni. Dagli accertamenti dei vigili urbani è anche emerso che in quell’appartamento risultano residenti nove immigrati e in passato sono stati rilevati abusi edilizi.
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Anche una donna è stata estratta viva dalle macerie. La donna ha 68 anni: ha riportato traumi da schiacciamento, è stata considerata in codice rosso ed era cosciente. La palazzina crollata a Roma in zona Acilia-Dragoncello si trova a poche centinaia di metri da un plesso della scuola Giovanni Paolo II, già evacuato per un abbassamento del terreno, e da via Camillo da Albino, chiusa anche questa per un importante cedimento dell’asfalto. Il pm Mario Palazzi, titolare degli accertamenti sul crollo della palazzina avvenuto oggi ad Acilia, ha disposto una consulenza tecnica per far luce sulle cause dell’esplosione. Domani il magistrato, che nel pomeriggio di oggi ha effettuato un sopralluogo nella zona del crollo, affiderà l’incarico a due ingegneri.
Foto copertina da Il Messaggero

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