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Davide Fabbri: il barista ucciso a Budrio

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Il barista Davide Fabbri, 52 anni, è stato ucciso lo scorso sabato sera, verso le 21.30, durante un tentativo di rapina nella frazione Riccardina di Budrio, in provincia di Bologna. Il killer, armato di fucile e pistola, ha sparato dopo il no dell’uomo — figlio del titolare del bar — a una richiesta di soldi. Altre due persone sono state ferite. Il presunto autore viene descritto come uomo corpulento e non troppo alto, con una tuta mimetica da cacciatore, un cappello floscio sulla testa e un passamontagna. L’assassino, che è fuggito a piedi, sarebbe stato ferito. Sono forse sue le tracce di sangue trovate nel bar.

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La ricostruzione dell’omicidio di Davide Fabbri a Budrio (Corriere della Sera, 3 aprile 2017)

Davide Fabbri: il barista ucciso a Budrio

Nella zona si è scatenata ieri zona una gigantesca caccia all’uomo. Il primo elemento che emerge dalle indagini è che la pistola usata per uccidere Fabbri potrebbe essere quella strappata a una guardia giurata a Consandolo, nel Ferrarese, nella notte tra il 29 e il 30 marzo. A fare ipotizzare che si tratti della stessa arma è la dichiarazione di un testimone, che parla di “una pistola argentata” , simile a quella sottratta all’agente della Securpol intervenuto per un controllo in una piadineria in cui era scattato l’allarme. Il vigilante stava rientrato in auto quando uno sconosciuto aveva cominciato a sparare con un fucile contro la vettura, costringendolo a sdraiarsi a terra e strappandogli quindi la pistola d’ordinanza, una Smith&Wesson argentata. Un modus operandi da professionista, esattamente come a Budrio, mentre anche la descrizione sembra corrispondere, a partire dalla tuta mimetica. Il paese, un centro di 20mila abitanti nella pianura bolognese, è sotto choc.

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Il tasso di rapine e furti in Italia (La Repubblica, 3 aprile 2017)

I testimoni, moglie della vittima compresa, Maria, non sono stati in grado di capire se l’accento fosse italiano o straniero, anche se i sospetti, per alcuni dettagli, sembrano portare all’Est europeo. I pallini da caccia rimbalzano, uno di questi sfiora, procurandogli una sorta di graffio, uno dei clienti. Il bandito costringe Davide Fabbri ad andare nel retrobottega. Vuole l’incasso, il barista resiste. Nella colluttazione sembra avere la meglio, gli strappa il fucile. Parte un secondo colpo. Fabbri usa il fucile come clava. Ma non sa che l’uomo che ha di fronte ha un’altra arma, una pistola, in tasca. E che è disposto a tutto. La toglie dalla tasca, la innesca, gli spara al cuore, da qualche centimetro: Davide Fabbri muore all’istante.

La caccia all’uomo a Budrio

L’assassino esce, con la pistola punta anche la moglie (“Non ho visto alcuna pietà per noi nei suoi occhi”, dirà più tardi la donna, invocando giustizia), ma non le spara. Esce dal locale. Dopo qualche istante, con freddezza e calma criminale, rientra e si riprende pure il fucile rimasto per terra. Fuori, più tardi, i carabinieri troveranno una traccia ematica. Il Corriere della Sera riporta le parole della moglie di Fabbri, Maria:

«Dio dov’era ieri sera, eh? Dov’era mentre lui moriva?», ha chiesto a una delle amiche che ieri mattina è passata ad abbracciarla. Maria, dice chiunque passi da quella casa, sembra invecchiata di colpo di dieci anni. Il maresciallo della stazione dei carabinieri locale ha provato a dirle più volte «vedrà che lo prenderemo, e lei: “Lo so che siete bravi, so che state facendo il possibile ma tanto anche se lo prendete…».
Parole sospese e altre buttate lì contro «il sistema che non va in questo Paese», contro le pene mai certe: «Questa è l’Italia, così vano le cose…». Qualcuno le ha detto della fiaccolata. Lei ha capito che la stessero invitando: «Io non mi muovo. Voglio restare qui dove c’è la mia vita, in questa casa dove c’era lui e dov’è suo padre che ora più di sempre ha bisogno di me».

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La fiaccolata per Davide Fabbri a Budrio (foto fa: Twitter)

Un bandito molto simile al killer sparò qualche colpo alla Fiat Panda di una guardia giurata della Securpol subito dopo un controllo in una piadineria, per poi farlo sdraiare e strappargli la pistola d’ordinanza, una Smith&Wesson argentata e semiautomatica. Un’arma “argentata” e molto simile è quella che ha ucciso il barista budriese, dicono i testimoni. I militari che indagavano su quell’inquietante rapina di una pistola ora collegano i due delitti e hanno un’idea precisa. Lo stanno ricercando da tempo, per altri delitti. Si tratta di un ex militare dell’Est Europa, ricercato dalla Procura di Ferrara per alcune rapine commesse con modalità violente nella provincia ferrarese. Ci sono poi testimonianze di cittadini che nei giorni scorsi hanno notato una persona con un fucile a tracolla e un giubbotto militare, che girava in bicicletta nelle zone di pianura al confine tra le province di Bologna e Ferrara. Qualcuno aveva pensato ad un cacciatore, ma ora non si esclude che possa essere il killer.