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“Annuncio la tua morte con un anno di anticipo”, le minacce (con finto necrologio) a David Puente

La firma è dell’Ufficio Stampa de “Il Taccuino” a cui il giornalista aveva dedicato alcune inchieste dopo la pubblicazione di un post sessista

David Puente

Un necrologio, con tanto di video – tratto da un film – di persone che intonano l’Alleluja. Poi la minaccia di pubblicare, la prossima settimana, l’indirizzo di casa e quel vaticinio sulla sua morte. Tutto ciò è stato partorito dal profilo social dell’Ufficio Stampa de “Il Taccuino” e indirizzato al giornalista di Open David Puente che, lo scorso anno, aveva dedicato alcuni approfondimenti a quella “azienda” dopo un post sessista nei confronti di una blogger che aveva recensito negativamente un loro libro.

David Puente minacciato di morte sui social da un “ufficio stampa”

Il post è stato pubblicato dal profilo Instagram “Il Taccuino Ufficio Stampa” che – sul suo sito ufficiale – si descrive come “Ufficio Stampa specializzato nella promozione professionale per editori, scrittori ed eventi letterari”. E il contenuto è di questo livello:

“Viscido essere accusato da Ansa di pedofilia che rovini il nome delle persone senza fare i dovuti controlli. Non sei un giornalista, sei un butta mer*a in cerca di scoop e giammai di verità. Ma verrà il giorno che ti guarderò fisso negli occhi a pochi centimetri e mi chiederai scusa e piangerai supplicandomi di non tagliarti lingua, denti e dita. Ma io non lo farò perché non sono una merda calda viscida come te, farò di peggio.
Ridicolo David Puente, giornalista sprovvisto di alcuna forma di talento, annuncio la tua morte (mediatica, giuridica, magari anche fisica chi lo sa) con un anno di anticipo ed io mantengo sempre la parola data. La macchina del fango non avrà pietà di te.
La settimana prossima sarà pubblicato il tuo indirizzo di casa ed inviato a tutte le persone che in questi anni hanno imparato ad odiarti. Per completezza di informazione lo manderemo anche a tutti i principali no Vax italiani.
Sottocopia di Mentana senza genialità”.

Minacce dirette e ben mirate. Il Comitato di Redazione di Open, testata online dove collabora David Puente con i suoi lavori e approfondimenti da giornalista debunker (e non solo), ha pubblicato una nota di solidarietà nei confronti del collega:

“Il Cdr di Open torna a ribadire la propria solidarietà al collega David Puente per un nuovo attacco brutale e minacce violenti ricevute oggi, 8 dicembre, attraverso Instagram. Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo: non esistono zone franche in cui la legge viene sospesa. Intimidire e minacciare chi fa informazione rappresenta un attacco inammissibile alla libertà di stampa e alla democrazia”.

Cosa era accaduto prima

Tutto è iniziato nei mesi estivi del 2020, quando David Puente – su Open – aveva parlato di un caso di sessismo di cui proprio l’ufficio stampa si era reso protagonista. Una serie di insulti nei confronti di una blogger che aveva recensito negativamente un libro: “Ridicola, fascista e permalosa. Tipica sindrome da troppe ragnatele accumulate nella fi*a”.

E da lì si è aperto un vaso di Pandora. Il giornalista, infatti, aveva effettuato un lavoro di ricerca su questo ufficio stampa, arrivando a scoprire come i collaboratori fossero fittizi (con foto prese dal web) e anche l’assenza di una partita IVA. Dopo oltre un anno da quegli approfondimenti è arrivato il post social pubblicato oggi, infarcito di minacce di morte e di pubblicazione di dati sensibili.

(foto: da Coffee Break, La7)