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I danni del terremoto a Roma

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Una crepa ha aperto la basilica di San Paolo, che è già stata ricostruita nella sua storia, e lesioni sono riscontrate anche al gioiello barocco di Sant’Ivo alla Sapienza di Borromini. Calcinacci crollano anche una navata di San Lorenzo fuori le Mura. Una tubatura scoppia a Torpignattara. A Roma pochi i danni del terremoto ma qualche lesione in palazzi della periferia e del centro. Come la crepa aperta tra due palazzi in via Oderisi Da Gubbio.


Vigili del fuoco e polizia hanno accertato piccole lesioni anche in alcuni palazzi in periferia come in centro e in diverse scuole. Già le scuole. Un’ordinanza, emessa da Virginia Raggi dopo un vertice in Campidoglio stabilisce che oggi resteranno chiuse proprio per ulteriori verifiche. Il panico però è stato tanto. Soprattutto tra i condomini di un palazzo, in zona viale Marconi, che subito dopo la scossa hanno sentito una boato: l’ascensore, per fortuna vuoto, si è sganciato dai cavi, bloccandosi tra due piani. Controlli a tappeto anche in zona Flaminio e a Ponte Milvio, dove di recente sono crollati due palazzi. E due palazzine nella zona di circonvallazione Clodia, sono stati evacuati dopo la constatazione di una evidente crepa.

In serata però i vigili del fuoco hanno dato il via libera al rientro degli abitanti. Problemi maggiori a sono stati registrati a Cesano, un piccolo centro sulla Flaminia a nord della capitale dove due anziani sono stati evacuati dalla loro palazzina, giudicata inagibile. Paura e panico anche tra i turisti che hanno dovuto rinunciare, come tutti i romani, a visitare il Quirinale che è stato chiuso per precauzione. Chiusa temporaneamente anche la Basilica di Santa Maria Maggiore, una delle più visitate, dove è stata riscontrata una crepa nel museo. Ingressi regolari invece al Colosseo, il monumento più visitato della capitale. Qui non è stato riscontrato alcun danno. E i turisti hanno fatto la fila come sempre per visitare il monumento che più di ogni altro rappresenta Roma nel mondo.