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Dallo scambio di persona ai post di sostegno alle proposte: perché Alessia Piperno è stata arrestata in Iran?

neXt quotidiano|

Alessia Piperno

La telefonata, l’appello dei genitori e la Farnesina che sta monitorando la situazione. Questi sono gli step successivi alla notizia dell’arresto della travel blogger romana Alessia Piperno che si trova rinchiusa in un carcere di Teheran (ma non si sa in quale) da mercoledì scorso, giorno del suo 30esimo compleanno. La ricostruzione del “dopo” è abbastanza definiti, ma gli elementi che hanno portato al suo fermo da parte della polizia iraniana sono ancora oscuri. Perché nella nota del Ministero dell’Informazione del Paese, infatti, viene solamente confermato il trasferimento in carcere della donna, senza indicare in nessun passaggio le motivazioni.

Alessia Piperno, perché è stata arrestata dalla polizia in Iran?

Della 30enne di Roma si erano perse le tracce da mercoledì scorso. Si trovava in Iran da 2 mesi, in una delle sue tante tappe per raccontare il mondo dal suo punto di vista attraverso la sua pagina Instagram. A breve, infatti, sarebbe dovuta partire alla volta del Pakistan. Quel silenzio, durato quattro giorni, è stato interrotto da una telefonata al padre in cui ha annunciato il suo arresto. Ma neanche lei ha saputo spiegare i motivi di quel che le stava e le sta tuttora accadendo. In Iran, da settimane, proseguono le manifestazioni dopo la morte di Mahsa Amini, la giovane morta in caserma dopo esser stata fermata per aver “indossato il velo in modo non corretto”. E questo potrebbe essere uno dei motivi dell’arresto di Alessia Piperno. Ma è solamente un’ipotesi. La travel blogger, infatti, solo pochi giorni fa aveva pubblicato questo post sulla sua pagina Instagram.

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Un post condiviso da Aʟᴇssɪᴀ-ᴠɪᴀɢɢɪᴀᴛʀɪᴄᴇ ꜱᴏʟɪᴛᴀʀɪᴀ (@travel.adventure.freedom)

Una foto che la immortala mentre osserva uno dei tanti paesaggi in Iran e quel messaggio intitolato “Bella Ciao” in cui sembra appoggiare le proteste che la polizia sta sedando con la forza, gli arresti e le uccisioni in piazza.

“In tanti hanno già perso la vita, in tanti non vedranno mai quella libertà per cui hanno rischiato e lottato, ma se un giorno questo sarà un paese libero, è merito di queste persone, di queste ragazze che scendono in piazza e danno fuoco ai loro hijab, e a quei uomini che stanno combattendo per le loro donne”.

Un messaggio di vicinanza, dunque, a quel popolo che sta protestando contro il regime iraniano. E, come noto, le forze dell’ordine di Teheran vogliono silenziare queste manifestazioni, cercando anche di individuare chi sui social viene considerato un “fomentatore”. Ma c’è di più, perché potrebbe trattarsi anche di uno scambio di persona. Perché nell’ostello in cui stava soggiornando la 30enne romana si trovavano anche altre persone, tutte finite in manette. La polizia iraniana, dunque, potrebbe aver fermato tutti, indiscriminatamente, con Alessia Piperno vittima di uno scambio di persona.

La Repubblica, inoltre, fornisce un altro dettaglio. La travel blogger era in procinto di lasciare il Paese (lo aveva annunciato ai suoi follower su Instagram, proprio prima del suo arresto). Tutto ciò, secondo una fonte dell’intelligence italiana, avrebbe portato a un cortocircuito: “Era in attesa di un visto per il Pakistan, è possibile che l’abbiano presa per quello e poi trattenuta insieme con gli altri”.