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Da Trieste a Genova, scoppia la protesta dei portuali contro il Green pass: "Pronti a bloccare tutto"

neXt quotidiano|

Si preannuncia l’ottobre caldo dei porti italiani. Sulla scia dei portuali di Trieste, che ieri sono riusciti a strappare al governo il via libera ai tamponi gratuiti (seppure in via temporanea, come si è affrettato a spiegare il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri), anche Genova e Gioia Tauro oggi alzano la voce, annunciando scioperi ad oltranza e minacciando il blocco totale di due dei principali scali nazionali se non sarà annullato il Green pass. Un muro contro muro che si alza ogni ora di più e che è destinato ad acuirsi nei prossimi giorni, in vista della fatidica data del 15 ottobre, quando scatterà la tagliola su tutti i lavoratori italiani sprovvisti del certificato verde. Sul tavolo della trattativa non ci sono solo i tamponi gratuiti ma la stessa natura del Green pass, contro cui i portuali hanno annunciato battaglia senza quartiere.

Covid: portuali Trieste, ‘o si toglie green pass o quasi tutti i porti si fermeranno’

Non è bastato dunque il passo avanti del governo sui tamponi gratuiti. I portuali triestini incassano la vittoria, ma subito rilanciano: “L’unica apertura nei nostri confronti è togliere il Green pass. Il blocco di venerdì è confermato, oggi ci saranno sorprese perché non si fermerà solo il porto di Trieste. Anche quello di Genova? Non mi fermerei a quello di Genova, quasi tutti i porti si fermeranno. Stasera ne avremo conferma”. Sono le parole, battagliere, del portavoce dei portuali di Trieste, Stefano Puzzer, che all’Huffington Post ha annunciato novità per la giornata di oggi, in vista dell’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass per l’accesso al lavoro, prevista venerdì.

Secondo Puzzer non rischia dunque di fermarsi solo il porto di Trieste, ma molti altri porti italiani. “Il danno economico che verrebbe causato dal blocco del porto di Trieste? Il 14 ottobre il Green pass verrà tolto. Il danno economico, se ci sarà, sarà causato dalla testardaggine del solo Governo italiano a mantenere questa misura criminale. Speriamo che in giro per l’Europa vengano tutti a tirare le orecchie al Governo italiano affinché tolga questo decreto” ha commentato ancora Puzzer.

I lavoratori del porto hanno annunciato ieri il blocco totale delle operazioni a partire da venerdì 15, quando scatterà l’obbligo del Green pass. Senza margine di trattativa. La circolare del ministero dell’Interno, che invitava le imprese del settore a valutare l’opzione dei tamponi gratis per i dipendenti, è stata infatti respinta dal Coordinamento lavoratori portuali Trieste (Clpt). Il Clpt è la forza sindacale protagonista lunedì scorso della manifestazione contro la certificazione verde che aveva visto la partecipazione di 15 mila cittadini.

Green pass: a Genova 20% portuali non vaccinati, alcune aziende pagheranno tamponi

Si diceva di Genova, dunque. Nello scalo del capoluogo ligure attualmente circa il 20% dei portuali non è vaccinato e dunque non possiede il certificato verde. Alcune grandi aziende del porto, però, a quanto fanno sapere i sindacati al termine di una riunione in prefettura, hanno deciso che pagheranno i tamponi ai dipendenti non vaccinati. Tra queste ci sono il terminal Psa Genova Pra’ e il Porto Petroli. Si tratta comunque di una decisione che sarà presa singolarmente dalle imprese.

Napoli e Salerno: pochi portuali non vaccinati, Adsp ‘non previsti problemi’

Diversa la situazione nei porti di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno, dove è bassissimo, se non del tutto assente, il rischio che l’introduzione del green pass obbligatorio possa causare un blocco delle attività da venerdì 15 ottobre. Il numero dei lavoratori portuali non vaccinati nei tre porti afferenti l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale è stimato tra il 10 e il 20%, numeri che non preoccupano a differenza di quanto avviene in altre realtà italiane.

“Stiamo lavorando perché l’eventuale momento di protesta sia ridotto il più possibile”, spiega all’Adnkronos il presidente dell’Adsp Mar Tirreno Centrale Andrea Annunziata.

“Su questo – sottolinea – c’è collaborazione a tutti i livelli, con un ottimo coordinamento della Prefettura di Napoli così come a Salerno. Stiamo lavorando da giorni su questa tematica e non ci sono segnali particolarmente negativi. Apprezzo tanto questo atteggiamento di grande responsabilità che Napoli, Salerno e Castellammare stanno dimostrando in questi momenti particolarmente difficili. Lavoriamo per trovare il sistema migliore per tutelare le libertà di tutti e anche la salute di tutti”.

Non si conosce il numero esatto di lavoratori portuali sprovvisti di green pass, ma la percentuale “è nella media nazionale e regionale – aggiunge Annunziata – e ricordiamo che in Campania l’80% della popolazione sopra i 12 anni è vaccinato con la doppia dose. Stiamo monitorando, ma non sono emerse allo stato particolari preoccupazioni e questa per noi è una nota positiva”.

Impressione confermata anche dal Culp Napoli (Compagnia unica lavoratori portuali), dove la percentuale di portuali senza green pass viene stimata addirittura al 10%, “molto lontani dalle percentuali di altre realtà. Al momento – fanno sapere – non sono previsti problemi dal punto di vista dell’operatività”.

I porti sono il centro della protesta contro l’introduzione dell’obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro a partire dal 15 ottobre in tutta Italia. Trieste è il fronte più caldo della protesta, ma non si esclude che questa possa allargarsi in altri scali portuali.