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Da “Io apro” a “Ti chiudiamo”: revocata la licenza a Momi, leader dei ristoratori ribelli

Un provvedimento che arriva dopo ben 20 multe e 7 sigilli al locale per “manifesto dispregio delle regole di salute pubblica”. Lui: “Vado avanti comunque”

Doveva essere “Io apro”, è finita con “Io chiudo”. O, meglio, ti chiudiamo. E’ quello che è accaduto a Momi El Hawi, ristoratore di Firenze e volto noto del movimento “Io apro” che nei mesi scorsi ha attirato decine di migliaia di adesioni e che ha organizzato centinaia di manifestazioni in tutta Italia, la più nota quella del marzo scorso davanti a Montecitorio, con tanto di cariche alla polizia e lanci di bottiglie contro le forze dell’ordine.

Oggi uno dei suoi protagonisti principali, sempre presente nelle piazze più calde, microfono alla mano, per aizzare il popolo dei ristoratori a ribellarsi contro il governo per le chiusure, si è visto arrivare quella che è una sorta di revoca della licenza. Tradotto? Locale chiuso definitivamente e attività sospesa. Una misura estrema, quella presa dal Comune di Firenze d’intesa con la Prefettura del capoluogo toscano, che arriva dopo una lunga serie di violazioni (ben 20 le multe) e anche la rottura volontaria e ripetuta dei sigilli che per ben sette volte le forze dell’ordine avevano posto al locale negli scorsi mesi in seguit alle ripetute inadempienze da parte del titolare nel rispetto delle norme anti-Covid. Insomma, un provvedimento duro ma inevitabile con cui Palazzo Vecchio ha deciso di “procedere con gli atti necessari per la chiusura definitiva dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande nei confronti di un esercente del territorio fiorentino”. A motivarlo quello che nella nota lo stesso comune definisce una “chiara manifestazione del dispregio delle regole di condotta per la salvaguardia della salute e della sicurezza pubblica”.

“Momi adesso ha dieci giorni di tempo per presentare le priorie contro deduzioni” si legge sull’edizione online de “La Nazione”, “e successivamente entro trenta giorni Palazzo Vecchio potrà emanare il provvedimento. Il comunicato del Comune di Firenze spiega che si è arrivati a questo passo perché «le violazioni contestate hanno riguardato la reiterata inosservanza dell’obbligo di rimanere chiuso e la rimozione dei sigilli apposti al locale, chiara manifestazione del dispregio delle regole di condotta a presidio della salute e della sicurezza pubblica e dei criteri di leale concorrenza che dovrebbero orientare il comportamento non solo di chi opera in un delicato settore del commercio pubblico, ma di qualunque cittadino”.

Ma il diretto interessato, come ha sempre fatto sino qui, non ha nessuna intenzione di desistere e dichiara: “Vado avanti comunque”