Cultura e scienze

Le cure per il Coronavirus: in Lombardia le terapie con farmaci contro malaria e HIV

L’OMS consiglia di utilizzare standard che prevedano l’intubazione precoce” perché “l’inizio più precoce possibile della terapia antivirale riduce le complicanze gravi”. Insomma, terapie forti fin da subito. Nei reparti Covid vengono utilizzati tre farmaci. Vediamo quali

FISI codogno denuncia lodi coronavirus - 7

Il Fatto Quotidiano racconta oggi in un articolo a firma di Davide Milosa quali cure per il Coronavirus si stanno utilizzando in Lombardia e quali farmaci si stanno usando, ponendo l’accento su quelli contro malaria e HIV:

Riassunte in un documento di nove pagine messo a punto per la Regione dalla sezione lombarda della Società italiana malattie infettive e tropicali (Simit). Al report hanno lavorato 30 medici tra anestesisti e virologi. Al momento, si legge, nell’introduzione, “non c’è nessuna molecola registrata per il trattamento di infezioni da Covid-19. Esistono tuttavia delle sperimentazioni sull’utilizzo di alcuni antivirali che hanno mostrato efficacia su modelli animali”. Dalle prime esperienze in corsia, le terapie a base di steroidi come il cortisone “non sembrano aggiungere benefici in termini di risultato clinico”. Anzi: “La terapia steroidea potrebbe invece rallentare la scomparsa del virus”. Per pazienti Covid-19 conclamati si sconsiglia, fin da subito, l’utilizzo della ventilazione automatica non invasiva (Niv), ovvero le mascherine facciali o anche i caschi.

“Esiste – si legge – una forte evidenza che l’utilizzo di Niv nel trattamento è associato a un risultato peggiore. Su queste basi l’Oms raccomanda di evitare l’utilizzo di Niv e adottare invece standard che prevedano l’intubazione precoce” perché “l’inizio più precoce possibile della terapia antivirale riduce le complicanze gravi”. Insomma, terapie forti fin da subito. Nei reparti Covid vengono utilizzati tre farmaci. La Clorochina, farmaco usato per la malaria. “I risultati – spiega ancora il documento– dell’impiego di Clorochina nel trattamento dell’infezione acuta da Covid-19 suggeriscono che l’uso del farmaco si associ al miglioramento del tasso di successo clinico, alla riduzione dell’ospedalizzazione e al miglioramento del paziente”.

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Il Lopinavir (Lpv) è “un antiretrovirale”, già usato per l’Hiv, ed “è considerata una promettente opzione di trattamento per le infezioni da Covid-19”, anche se “le evidenze cliniche”sono “limitate”. Lpv appare “in grado di ridurre la carica virale molto rapidamente ”. Stando a un recente studio americano non ha però un grosso impatto sui “parametri della malattia”. Per questo, nelle situazioni gravi, il documento suggerisce l’uso del Remdesivir, antivirale nucleotidico che interrompe la catena di replicazione del virus aRna (filamento genetico composto appunto da nucleotidi).

“Remedesivir (farmaco sperimentale) sembra avere maggiore efficacia nel trattamento”e questo “si dimostra sia nel ridurre la carica virale, sia nel migliorare i parametri di funzionalità polmonare”. Esclusi i pazienti “asintomatici”, già in casi di sintomi respiratori lievi in pazienti over 70 si prevede l’uso di Lpv assieme alla Clorochina e in successione, se il quadro si aggrava, si utilizza solo Remdesivir.

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