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Sempre più persone cercano di infettarsi di proposito organizzando “Covid Party”

Su Telegram si diffondono sempre di più canali in cui si organizzano incontri con positivi per infettarsi ed ottenere il Super Green Pass da guarigione evitando il vaccino

covid party

Invece di isolarsi e attendere di tornare negativi, venivano invitati – da positivi – a “feste” piene di persone che speravano di infettarsi così da poter ottenere il Green Pass senza doversi vaccinare. È la moda dei “Covid Party”, che secondo quanto riportato da Adnkronos starebbe crescendo esponenzialmente dopo le feste di Natale. “Incontri” organizzati sui social, in particolare su Telegram dove gli ospiti speciali sono gli infetti: in canali come “Casual Coronavirus party” c’è chi inserisce annunci e si dice disposto a pagare per una cena con un positivo. Qualcuno lo cerca “con urgenza” e si dice “disponibile a spostarsi ovunque”. Il mondo alla rovescia in cui invece di fermare la pandemia ci si impegna affinché si diffonda sempre di più. È la risposta dei no vax più irriducibili agli ultimi decreti del governo, che di fatto rendono impossibile la vita a chi decide di sottoporsi soltanto a tampone senza immunizzarsi. Spesso sono persone che hanno bisogno del certificato per lavorare ma non vogliono vaccinarsi e così puntano al certificato verde che si ottiene dopo essere guariti dalla malattia. Con il rischio altissimo, però, che contagiarsi senza vaccino e a una certa età possa compromettere il loro stato di salute.

Sempre più persone cercano di infettarsi di proposito organizzando “Covid Party”

Dei Covid party “ne ho sentito parlare moltissimo ed è una cosa terribile: andando in una festa dove ti contagi con il coronavirus può andarti bene, con una forma blanda, ma anche malissimo e finire in rianimazione e anche peggio. Lo abbiamo detto e ridetto di fronte, il rischio è altissimo e così si gioca con la morte come con la roulette russa”, ha detto all’Adnkronos Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova. “Di fronte a quest’ottusità non so cosa fare – aggiunge – questi incontri sono contro la legge e non dovrebbero esserci”.

E invece ci sono, e sempre più di frequente. L’ultimo ad Aviano, comune di 9mila abitanti vicino Pordenone: una festa pubblicizzata sui social media alla quale avrebbero partecipato – se non fosse stato per l’intervento preventivo delle forze dell’ordine – almeno una trentina di persone ignorando qualsiasi accorgimento per il contenimento della diffusione del Coronavirus. A intercettare l’invito su Instagram – come riportato da Il Gazettino è stato un carabiniere. Vicino Belluno, a Lamon, una donna ha recentemente pubblicato un annuncio su Facebook: “Cercasi positivi per invito a cena. Anche a pagamento. Scrivetemi in privato”. Una situazione che potrebbe far incorrere la persona infetta nel reato di epidemia colposa, per il quale è prevista una pena fino a 12 anni.