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L'uomo ucciso di botte per aver difeso la sua amica da uno stalker

neXt quotidiano|

Cosimo Damiano Bologna

Prima un violento pugno in pieno volto, poi una gomitata sul viso. Dopo 15 giorni di agonia in un letto di ospedale, si è spento Cosimo Damiano Bologna, il 50enne ucciso per aver difeso la sua amica dagli insulti di uno stalker. L’uomo, dopo esser stato colpito, ha sbattuto la testa sull’asfalto senza essere soccorso dal suo aggressore che si è dileguato a bordo della sua automobile. E l’intera comunità di Canosa di Puglia, cittadina pugliese nella provincia di Barletta-Andria-Trani, si è stretta nel dolore per la questa perdita.

Cosimo Damiano Bologna, l’uomo ucciso di botte per aver difeso l’amica da uno stalker

L’aggressione è avvenuta lo scorso la notte tre il 13 e il 14 novembre all’interno di un bar del centro di Canosa di Puglia. Cosimo Damiano Bologna era in compagnia della sua amica quando un uomo – con precedenti penali – ha iniziato a insultare e infastidire la donna. Quell’uomo è stato rintracciato qualche giorno dopo che le forze dell’ordine hanno confrontato le immagini delle telecamere di video-sorveglianza all’interno e all’esterno del locale: si tratta del 36enne Domenico Bellafede, già noto ai Carabinieri per altri precedenti penali. E ora dovrà rispondere anche dell’accusa di omicidio preterintenzionale.

Le immagini mostrano Bellafede colpire con un pugno e una gomitata Cosimo Damiano Bologna. Quest’ultimo cade pesantemente in terra, sbattendo la testa, svenendo e perdendo molto sangue. Poi la corsa in ospedale in gravissime condizioni. Quindi giorni in terapia intensiva, con prognosi riservata. Poi, lo scorso 30 novembre, la ferale notizia della sua morte. E il sindaco della cittadina pugliese ha voluto esprimere il suo cordoglio per questa scomparsa:

“L’esempio di coraggio di chi è intervenuto in difesa di una donna si è trasformato in tragedia e purtroppo Canosa piange una giovane vita spezzata da un gesto di brutale violenza che si fa fatica a comprendere ma che dobbiamo unanimemente condannare. La città si fermi a riflettere sull’accaduto, un atto lontano dalla cultura e dal vivere civile della nostra comunità”.

(foto: da Facebook)