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«Così Raffaele Marra suggeriva le mosse a Virginia Raggi»

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Repubblica Roma oggi parla delle conversazioni tra i quattro amici al bar, ovvero Raffaele Marra, Salvatore Romeo, Daniele Frongia e Virginia Raggi. Nell’articolo di Scarpa e Vincenzi si riportano alcune delle discussioni via Whatsapp tra l’ex capo di Gabinetto della Giunta e il dipendente comunale che si è ritrovato con lo stipendio triplicato dopo la promozione a capo della segreteria politica della sindaca e si è successivamente dimesso.

La procura è convinta che Marra fosse uno che sul colle più alto della città aveva un grande potere. Gli accertamenti dei carabinieri di via in Selci depositati ieri dalla procura al tribunale del Riesame (che entro l’8 gennaio dovrà decidere sulla richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa dell’ex capo del personale), dimostrano esattamente questo. Cosa della quale, sostiene l’accusa, era al corrente anche il costruttore Sergio Scarpellini che quel potere voleva sfruttare in tutti i modi.
Le indagini dell’Arma hanno, infatti, dimostrato non solo che il capo della segreteria politica della Raggi Salvatore Romeo si rivolgeva a Marra chiamandolo “capo”, ma anche che lui si era fatto da tramite, durante la campagna elettorale per far arrivare alla candidata pentastellata una serie di consigli. Sulle strategie per vincere le elezioni e anche, durante il ballottaggio, su come rispondere a Roberto Giachetti, suo avversario nella corsa a sindaco. Insomma, secondo il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Barbara Zuin, Marra era uomo di fiducia della prima cittadina. Tanto che, nel suo cellulare sequestrato il 16 dicembre scorso, giorno dell’arresto per corruzione dell’ex vicecapo di gabinetto, Raggi è memorizzata in rubrica con il nome “mio sindaco”. Come a rivendicare il merito di averla forgiata. Un contributo, il suo, che Virginia Raggi apprezza parecchio: è Romeo stesso a dire a Marra, dopo la vittoria, che la sindaca gli ha riferito che «tutti gli assessori se lo litigano per averlo come capo di gabinetto».

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Salvatore Romeo, Raffaele Marra e il blitz della polizia in Campidoglio (La Repubblica, 16 dicembre 2016)

Nell’articolo si racconta che hli scambi via Whatsapp tra Marra e Romeo sono piuttosto frequenti. E coinvolgono anche dossier su cui la magistratura ha già acceso un faro, come le nomine in Campidoglio:

Nella chat tra i due, i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale hanno trovato uno schema con una nuova ripartizione dei dipartimenti comunali, che l’ex capo del personale chiama “macrostruttura”. Effettivamente, la Raggi, a inizio novembre, ha firmato le delibere che danno il via alla rotazione dei dirigenti e ridefiniscono la riorganizzazione della macchina amministrativa del Campidoglio. Si chiama proprio “macrostruttura”.
Ed è proprio su questo che Virginia Raggi si gioca la possibile conte stazione di falso: a metà dicembre la sindaca ha consegnato all’Anac una memoria difensiva in cui spiegava che le nomine (a partire dal quella di Renato Marra, fratello dell’ex capo delle risorse umane capitoline) erano state tutte decise da lei. E che il contributo dell’ufficio del personale, e in particolare di Raffaele Marra, era stato «meramente tecnico».

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