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Così Luigi Di Maio usa Don Diana per fare propaganda elettorale

luigi di maio in 1 2 ora annunziata

“Oggi a Casal di Principe va in scena una passerella da parte degli ipocriti di governo. È imbarazzante che si presentino qui per commemorare don Peppe Diana mentre a Roma bloccano lo stanziamento dei fondi per i familiari delle vittime della camorra; penso alla moglie e alla figlia dell’imprenditore Domenico Noviello (ucciso dai Casalesi nel 2008, ndr) che si sono visti bloccare i risarcimenti. Don Diana, purtroppo, è stato ucciso un’altra volta”. É quanto ha detto il vice-presidente della Camera Luigi Di Maio, del Movimento Cinque Stelle, all’uscita del cimitero di Casal di Principe (Caserta) dove ha deposto, sulla tomba di Don Peppe Diana, di cui oggi decorre il 22esimo anniversario dell’uccisione da parte dei Casalesi, una lettera dai toni molto duri contro il Governo Renzi.
m5s don peppe

Così Luigi Di Maio usa Don Diana per fare propaganda elettorale

L’uscita di Di Maio non è piaciuta a Rosi Bindi, presidente della Commissione Antimafia: “Non trovo assolutamente opportuno il comportamento di Di Maio che in qualità di importante rappresentante delle istituzioni, essendo vice presidente della Camera, si è dissociato dalle altre autorità visitando separatamente la tomba di don Diana, e rilasciando dichiarazioni che avrebbe dovuto fare nella sede adeguata per esercitare la funzione di controllo che spetta ad ogni parlamentare, che è il Parlamento e non la tomba di don Peppe”, ha detto. La delegazione della Bindi, composta anche dai responsabili delle forze dell’ordine, dal sindaco Renato Natale, dal presidente di Libera don Luigi Ciotti e dal vescovo di Aversa Angelo Spinillo, ha visitato insieme con cittadini e scout la tomba del prete, e quella dell’imprenditore Domenico Noviello, alcuni minuti dopo Di Maio; quest’ultimo ha anche partecipato alla messa che si è tenuta alle 7.30 nella parrocchia di San Nicola di Bari, dove don Diana fu ucciso il 19 marzo del 1994.
luigi di maio
A quel punto arriva la replica su Facebook di Di Maio:

Mi dicono che la Presidente della Commissione Antimafia mi stia attaccando per la lettera che ho scritto a Don Peppe Diana, Parroco ucciso dalla camorra il 19 marzo del 1994.
Io sto denunciando in tutti i modi un fatto gravissimo: da ottobre 2015 il Governo ha bloccato i fondi per i famigliari delle vittime della mafia e per la tutela legale di chi trova il coraggio di denunciare il racket o l’usura. Per la prima volta dopo la morte di Don Peppe, chi non vuole tacere e trova il coraggio di denunciare, non avrà accesso a quei fondi. Alfano e Renzi li hanno bloccati, senza alcuna ragione.
Ma la Commissione Antimafia serve ad attaccare Luigi Di Maio o a difendere i diritti di chi si oppone alla criminalità organizzata?
Nel Pd si mettano a lavoro per sbloccare i fondi, visto che adesso li abbiamo scoperti. Non perdano tempo a criticare il mio cerimoniale. Poi accerteremo anche le vere motivazioni che si nascondono dietro questo blocco.
E la Presidente Bindi risponda agli italiani: perché questi fondi sono stati bloccati dal Ministero dell’Interno?

Al quale la Bindi controreplica affermando che non c’è stata nessuna sospensione di fondi: “Martedì prossimo nell’audizione con il ministro Alfano chiariremo anche le questioni relative al Fondo per le vittime di mafia. Non ci risultano sospensioni nell’erogazione dei fondi, che nel corso del 2015 sono aumentati del 55%, mentre da ottobre 2015 al febbraio 2016 sono stati già deliberati risarcimenti per oltre 20 milioni di euro”, precisa la presidente della commissione, rivendicando come “su questo fronte, la Commissione Antimafia ha svolto e svolge un attento monitoraggio”. “Continuo a pensare – ha aggiunto riferendosi all’attacco venuto dal 5 Stelle Luigi Di Maio – che nel giorno dell’anniversario della morte di don Peppe Diana se ne debba ricordare la generosa battaglia contro il potere della camorra, testimoniando l’unità del Paese nella lotta alle mafie anziché polemizzare tra istituzioni”.