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Così il M5S vuole far pulire piazza Montecitorio

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In una lettera inviata alle istituzioni il 23 luglio scorso e raccontata oggi da Monica Guerzoni sul Corriere il deputato Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle suggerisce come tenere pulita Piazza Montecitorio: chiedendo di contribuire agli esercizi commerciali contigui.

Chi sporca, paga. È un po’ questa l’idea del deputato bellunese Federico D’Incà, classe 1976, nel cui occhiutissimo mirino sono finite le fioriere che circondano il palazzo progettato da Gian Lorenzo Bernini. Basta con gli avanzi di coni gelato, con i bicchierini e le bottigliette d’acqua che spuntano tra foglie e fiori. Dopo aver imposto risparmi e diete alimentari ai parlamentari, i Cinquestelle desiderano conoscere se «in prossimità del Palazzo siano osservate le norme di igiene prescritte dalle leggi e dai regolamenti comunali e perché non ne venga sollecitata l’applicazione, anche tramite la comminazione di sanzioni».

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Per D’Incà la zona sembra una “discarica a cielo aperto”:

Insomma, incalza D’Incà, perché Laura Boldrini non vigila sul decoro di piazza Montecitorio? «Lo spettacolo a cui si assiste ogni mattina — si legge nella missiva datata 23 luglio — non è molto differente da una vera e propria “discarica a cielo aperto”, dove a malapena si spazza e non vengono lavati i marciapiedi impastati di alimenti e rifiuti e pieni di bottiglie e bicchieri vuoti». E poiché bar e gelaterie di via degli Uffici del Vicario e dintorni «godono di una posizione centrale e privilegiata», D’Incà lancia una proposta. Siano i fortunati esercizi a tenere puliti i nastri d’asfalto che cingono Montecitorio: «Non sarebbe esagerato affermare che dovrebbe essere previsto un servizio privato aggiuntivo a carico degli esercenti».

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