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Cos'è il canguro e perché serve alle Unioni Civili

cos'è canguro

Non parliamo dell’animale ma di una prassi parlamentare che consente di votare gli emendamenti presentati raggruppando quelli di contenuto analogo e quelli uguali: così, bocciando il primo (o approvandolo), decadono (o vengono approvati) tutti gli atri. Nel gergo parlamentare si usa la parola “canguro”: la linguista Licia Corbolante sul suo blog ha spiegato: “Può sembrare insolita: è un animale a cui associamo il procedere a balzi. Diventa più chiara se si risale alla sua origine, che non è italiana ma inglese. Kangaroo closure è una prassi attestata nel parlamento britannico dall’inizio del secolo scorso. Non ha lo stesso significato che le viene attribuito in italiano: indica la sospensione del dibattito per procedere al voto (closure) ottenuta escludendo alcuni emendamenti, che quindi vengono saltati”.

Cos’è il canguro

Il meccanismo non è mai stato previsto dal regolamento del Senato: la giunta per il regolamento di Palazzo Madama lo prese in prestito nel 1996 dal regolamento della Camera. La giunta ha riconfermato la legittimità della sua applicazione anche per le leggi costituzionali, facendo rientrare la tecnica anti-ostruzionismo tra i poteri del presidente del Senato previsti dall’articolo 102 comma 4 del regolamento (“Il presidente ha facoltà di modificare l’ordine delle votazioni quando lo reputi opportuno ai fini dell’economia o della chiarezza delle votazioni stesse”, dispone la norma). Nel frattempo, però, nel 1997 il regolamento della Camera è stato modificato. E oggi all’articolo 85 bis prevede espressamente che la tecnica di accorpamento delle votazioni non può essere utilizzata per i progetti di legge costituzionale. Il “canguro” di cui si parla a proposito delle Unioni Civili è un emendamento presentato dal senatore del Partito Democratico Andrea Marcucci. Il suo modifica il ddl riproponendo un testo identico, che fa in modo che la legge risulti formalmente riscritta e nella sostanza torna intatta com’era prima cancellando gli altri emendamenti.

…e perché serve alle Unioni Civili

Senatori e deputati del MoVimento 5 Stelle sostengono che per la legge sulle Unioni Civili non è necessario utilizzare il canguro portando come esempio la riforma costituzionale, quando 900 emendamenti si sono votati in pochi giorni. La deputata Giuditta Pini ha spiegato sul suo profilo Facebook perché l’esempio non calza e ha fatto i conti del tempo che sarebbe necessario ad approvare la legge senza il “canguro”:

Eh ma voi del PD ci avete messo 2 giorni a votare 900 emendamenti alla Costituzione allora perché dite che è impossibile?
Perché il ddl costituzionale era un ddl governativo che aveva un contingentamento dei tempi (non si poteva parlare più di tot minuti a gruppo) il ddl cirinnà non ha alcun contingentamento.
QUINDI
Ci sono 580 emendamenti della lega + 197 emendamenti di altri partiti = 777 emendamenti
Ogni gruppo può parlare 10 minuti su ogni emendamento e ci sono 10 gruppi
QUINDI
77.700 minuti= 54 giorni
questo se il senato lavorasse 24 ore al giorno per quasi due mesi, senza dormire, senza mangiare, senza fare altro.
Ora per quanto voi crediate dotati di superpoteri i senatori tutto questo non è possibile e quindi una stima probabile potrebbe essere 135 giorni.
Ovviamente se non ci fossero altre leggi all’orizzonte,e se nessuno intervenisse sul regolamento, sull’ordine dei lavori o parlasse un minuto più del necessario.
Eh ma voi del Pd quando volete chiedete sempre il voto di fiducia.
Ok quindi il M5S è disponibile a votare il voto di fiducia al Governo Renzi su questa legge,ah no? ah….
Allora basta, l’emendamento Marcucci serviva semplicemente ad evitare tutto questo, adesso andiamo avanti e cerchiamo di portare a casa la legge, magari in meno di 77.700 minuti…

 

I punti caldi della Legge Cirinnà

Il ddl sulle Unioni Civili ha molti punti critici su cui il voto potrebbe portare sorprese. Ad esempio prevede : le unioni civili per le coppie gay, e le convivenze per le coppie etero. Il ddl stabilisce che le unioni si costituiscono e si sciolgono come i matrimoni, e ad esse si applicano gli articoli del Codice Civile che si riferiscono al matrimonio in tema di diritti e doveri; valgono anche le norme sulla pensione di reversibilità e sulla successione. Secondo i critici (Ap e molti cattodem), vista l’eccessiva somiglianza tra unioni e matrimonio, prima o poi per via di giurisprudenza si arriverà al matrimonio gay. L’articolo 3 recita testualmente: “Le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso”. I critici sottolineano che questo allarga di nascosto le adozioni, sia normali che speciali, alle coppie gay. L’altra critica è che invece alle convivenze etero vengano concessi solo i diritti di mutua assistenza (per la sanità e nelle carceri). L’articolo 5 del ddl inserisce anche il partner di una coppia gay tra i soggetti che possono chiedere al Tribunale dei minori l’adozione speciale di un minore (da non confondere con l’adozione vera e propria o “legittimante”). La legge (183 del 1994) prevede che per l’interesse del bambino esso possa essere adottato anche “dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell’altro coniuge”. Il ddl stabilisce che tale norma si applica anche al partner di una unione gay. La stepchild adoption è stata introdotta per via giurisprudenziale dal Tribunale dei minori di Roma, il 30 luglio 2014, che ha dichiarato adottata da parte di una donna la figlia della compagna che aveva concepito la bambina con fecondazione eterologa effettuata in Spagna (vietata in Italia). Secondo i critici (Ap, CattoDem, ma anche un gruppo di senatori e senatrici del Pd laici e femministe) la stepchild adoption sarà una sanatoria dell’utero in affitto praticato da coppie gay all’estero, incentivando quindi questa pratica vietata in Italia ma ammessa in Usa, Canada, Gb e alcuni Paesi poveri. Alcuni emendamenti propongono di sostituire l’adozione con l’affido, altri di rafforzare le norme contro l’utero in affitto, con pene severe per chi lo pratica. Infine c’è la successione il partner della coppia gay avrà la “legittima” pari al 50% dell’eredità del partner, come nel matrimonio. Una quota che per i matrimoni tiene conto del fatto che il coniuge superstite sia anche genitore dei figli, mentre nelle coppie gay non è così. Molti emendamenti propongono quindi di abbassare la percentuale della “legittima” del partner e alzare quella dei figli.