Cultura e scienze

Scuole chiuse fino a giugno? Cosa succede all’anno scolastico e alla maturità 2020

La scuola rischia di non riaprire nemmeno a giugno ma l’anno scolastico sarà comunque valido. La Maturità 2020 sarà leggera, lo ha confermato la ministra Azzolina al Senato, annunciando che per ora ha deciso che le commissioni saranno composte solo da membri interni, guidati da un presidente esterno che sarà «garante» della correttezza dell’esame

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La scuola rischia di non riaprire nemmeno a giugno ma l’anno scolastico sarà comunque valido. Lo ha spiegato ieri la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in Senato: «Si tornerà a scuola se e quando le condizioni lo consentiranno». La ministra ha annunciato che la Maturità 2020 sarà leggera: le commissioni d’esame saranno composte dai professori della classe, solo il presidente sarà esterno. Altre modifiche all’esame, per renderlo adatto all’emergenza, arriveranno a breve, a partire dalle condizioni di ammissione.

Cosa succede all’anno scolastico e alla maturità 2020 se la scuola non apre nemmeno a giugno

Intanto, racconta oggi il Corriere della Sera sono disponibili per le scuole 85 milioni, che serviranno a migliorare la didattica a distanza con aiuti per comprare tablet e pc e assumere collaboratori digitali. Oltre 7 milioni di studenti, secondo il monitoraggio del ministero, stanno facendo qualche forma di lezione a distanza.

La Maturità 2020 sarà leggera, lo ha confermato la ministra Azzolina al Senato, annunciando che per ora ha deciso che le commissioni saranno composte solo da membri interni, guidati da un presidente esterno che sarà «garante» della correttezza dell’esame. Azzolina ha anche spiegato che il ministero interverrà sui criteri di ammissione all’esame di Stato: scompariranno i requisiti delle prove Invalsi e dell’alternanza scuola lavoro.

È possibile che si allarghino un po’ le maglie per il voto di ammissione e che si possa ammettere anche con il cinque, come chiedono le associazioni degli studenti. Cambierà anche il peso delle prove nella composizione del voto (finora 40 per cento la media dei voti degli ultimi tre anni e 60 per cento le tre prove dell’esame), specie se verrà confermato che la seconda prova salterà.

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Scuola, le iscrizioni per l’anno scolastico 2020-2021 (Il Messaggero, primo febbraio 2020)

Questa invece, per ora, la linea sulle promozioni:

Quando la ministra Azzolina dice che «non ci sarà il 6 politico», si riferisce al fatto che non vuole fare una norma per la promozione d’ufficio. Lascerà decidere ai professori che cosa fare ed è scontato che nella valutazione finale si terrà conto delle difficoltà di questi mesi. Va detto che alle elementari la bocciatura è un’eccezione e che alle medie i promossi superano il 95 per cento normalmente.

Diversa è la situazione alle scuole superiori dove oltre il 20 per cento degli studenti viene di solito rimandato. Che cosa succederà? L’ipotesi è che il recupero dei debiti sia rinviato al nuovo anno. Dunque non tutti promossi, ma forse niente rimandati.

Il Covid-19 rischia quindi di chiudere l’anno scolastico 2019-2020. Famiglie e studenti e presidi lo pensano da tempo, ora è un’ipotesi che il ministero ha reso pubblica in Senato.

L’alternanza scuola-lavoro e i test Invalsi

Corrado Zunino su Repubblica spiega che la ministra non ha parlato di due questioni che sono già un fatto: l’Alternanza scuola e lavoro e i Test Invalsi non potranno più far parte dell’Esame di Stato, serve solo un decreto per sancirlo.

A fronte di un miliardo e mezzo di studenti nel mondo senza classe né Lim, la ministra non si arrende alla possibilità di riaprire alcuni istituti italiani a maggio — «aprile lo diamo per perso», spiegano i suoi collaboratori — e ribadisce che l’Esame di Maturità «sarà serio e dovrà tenere conto dello sviluppo dell’apprendimento». L’anno in corso è salvo, «in deroga al limite dei duecento giorni minimi» e la Azzolina prova a salvarlo sostanzialmente con la complicata didattica a distanza: «Non c’è alternativa alle leziomi da casa e i risultati del monitoraggio ministeriale mostrano tutto il nostro impegno».

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Scuole chiuse: l’ipotesi degli orali alla maturità (Il Messaggero, 5 marzo 2020)

Degli 8,3 milioni di studenti costretti a casa, «ne sono stati raggiunti 6,7 milioni». Un milione e sei, quindi, non fa alcuna lezione. Tra registro elettronico e nuove piattaforme, il 67 per cento delle scuole si è impegnato sulla novità e il 48 per cento, secondo le indicazioni dell’Istruzione, ha allestito un collegio docenti online. E le valutazioni, ovvero i voti? Spiega ancora il Corriere:

I voti si devono dare: è scritto nelle disposizioni del ministero sulla didattica a distanza. Ma come si può valutare la prova di uno studente, senza temere che  sia copiata o fatta con l’aiuto di un genitore o di un compagno? I metodi sono molti ed è lasciato ai professori nella loro autonomia di trovare la formula migliore: interrogazioni e domande durante le lezioni, lavori di gruppo (sempre a distanza), valutazione delle competenze come la capacità di sostenere una tesi, la complessità del lavoro svolto, la prontezza di intervenire a proposito o di seguire la lezione anche nella solitudine imposta dalla situazione. Sono tutti elementi che aiutano a valutare più di un compito a distanza, che può essere copiato. Sarà comunque il collegio dei docenti di ogni classe a decidere come procedere con le valutazioni. Il ministero raccomanda «buon senso professionale».

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