Attualità

Cosa pensa uno che va a sparare ai Rom

La notte tra il 21 e il 22 febbraio Roberto Pantic (43 anni) viene ucciso a Calcio (Bergamo) mentre dormiva all’interno del suo camper con la moglie e dieci figli. Ad ucciderlo un colpo di pistola penetrato attraverso le sottili pareti del mezzo. Il proiettile mortale è solo uno dei sette esplosi contro i due camper di Pantic e solo per un miracolo è stata sfiorata la strage. A sparare è stato un trentanovenne del luogo, Roberto Costelli, che ha ammesso di aver sparato a mò di avvertimento alla famiglia di Rom ma senza avere l’intenzione di uccidere.

il camper della vittima (fonte: http://bergamo.corriere.it/)
il camper della vittima (fonte: http://bergamo.corriere.it/)

VOLEVA SOLO SPAVENTARLI
Costelli, che ora è in attesa di processo, ha confessato di aver agito per spaventare i nomadi e convincerli ad andarsene. A suo dire gli abitanti di quei due camper sporcavano troppo:

Sono un ecologista ed ero stanco di vederli gettare rifiuti nel fiume e sul terreno dove si accampavano. Avevano buttato delle bici nel fiume e avevano rubato alcune sedie per bruciarle e scaldarsi. Ma non sono razzista.

Nel frattempo Roberto Costelli dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dall’odio razziale. Prima che nei commenti parta la macchina dell’odio contro i Rom che “sono tutti ladri e assassini” facciamo notare che la vittima non aveva precedenti penali. Costelli invece è stato arrestato anche per produzione e possesso di stupefacenti (a casa sua sono stati trovati 13 chili e 17 piante di marijuana).


L’arma del delitto è una Taurus 357 regolarmente denunciata, ed è stato lo stesso Costelli a farla ritrovare agli inquirenti durante la perquisizione che ha fatto scoprire la coltivazione di marijuana. Secondo la ricostruzione fornita da Costelli il fatto sarebbe avvenuto dopo una serata di festeggiamenti con gli amici in occasione del carnevale ambrosiano.
Un commento di Costelli ad un fatto di cronaca recente (fonte: Facebook.com)
Un commento di Costelli ad un fatto di cronaca recente (fonte: Facebook.com)

QUANTO È FACILE ODIARE SU FACEBOOK
Nel frattempo basta andare a leggere il profilo Facebook di Costelli per vedere (in alcuni post pubblici dello scorso anno) come l’uomo covasse un certo risentimento nei confronti di zingari, albanesi e extracomunitari in casa. Naturalmente la cosa non costituisce una prova di reato e non si deve nemmeno saltare a conclusioni affrettate stabilendo una connessione tra chi sputa odio su Facebook e chi passa alle vie di fatto. Quello che resta è il dato di fondo che ognuno di noi può tranquillamente sperimentare leggendo i commenti alle notizie di cronaca nera quando sono coinvolti degli stranieri sulle pagine dei giornali.
Ordinario razzismo da Facebook (e immancabili insulti alla Kyenge) (fonte: Facebook.com)
Ordinario razzismo da Facebook (e immancabili insulti alla Kyenge) (fonte: Facebook.com)

Difficile sostenere, dalla lettura di questi pochi post, che Costelli all’epoca non fosse razzista, giudicate voi:
Razze di merda del genere (cit)
Razze di merda del genere (cit)

C’è però da dire che per quanto riguarda la vicenda Priebke Costelli la pensava in maniera diametralmente opposta
costelli roberto priebke
Ma la parte migliore è quando abbocca ad una trollata di Lercio
Lercio sta diventando troppo credibile
Lercio sta diventando troppo credibile

Insomma, dalla lettura di quel poco di pubblico che c’è nel profilo di Costelli si vede solo una persona come tante, affetta da gentismo e da quella particolare forma tutta internettiana di razzismo che si vuole sempre giustificare come forma di autodifesa da fantomatiche aggressioni. Una linea di “pensiero” che si trova un po’ dovunque, soprattutto sul Facebook di Matteo Salvini.
E basta con 'sta menata del razzismo!1
E basta con ‘sta menata del razzismo!1

Foto copertina: Roberto Costelli la sera della sparatoria via Corriere di Bergamo