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Cosa non hanno capito quelli del boicottaggio del Festival di Sanremo

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La povera gente muore di fame e loro cosa fanno? Organizzano un “Festival della Canzone Italiana” che costa milioni di euro. Questo è quanto si legge su diverse bacheche gentiste (tra cui la pagina Facebook M5S unica speranza d’Italia) che – stanchi di contare i 35 euro spesi per tenere i migranti nei lussuosi hotel a 4 stelle – hanno deciso di tagliare gli sprechi e destinare invece i soldi spesi per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto. Sul banco degli imputati del tribunale del gentismo ci sono il Direttore Artistico del Festival (nonché Direttore Artistico di Radio Rai) Carlo Conti e il suo cachet.
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Sanremo è un’opportunità di lavoro per molti

Come prima cosa balza agli occhi che il cachet di Carlo Conti per la conduzione dell’edizione 2017 del Festival è pari a 500 mila euro. Niente male ma la cifra è sbagliata perché fa riferimento a quanto percepito da Conti quando condusse la prima edizione di Sanremo nel 2015. Nel 2016 Conti ha infatti ottenuto un aumento di 50 mila euro. Non è ancora dato di sapere a quanto ammonterà il compenso per l’edizione di quest’anno ma sembra invece che Maria De Filippi farà la co-conduttrice a titolo gratuito, come ha ribadito lo stesso Conti in conferenza stampa qualche giorno fa ironizzando sulle spese (o sui limiti del budget): “ci tengo a sottolineare che Maria sarà la co-conduttrice a titolo gratuito, anche perché con quello che abbiamo speso non abbiamo più una lira per pagare gli altri“. Anche per le vallette pare che si andrà al risparmio: forse (a dirlo è il Secolo XIX) ci sarà solo Frank Matano. La presenza della De Filippi è la vera (e per certi versi incredibile) novità di quest’anno. Per le serate del Festival Mediaset rinuncia alla sua conduttrice di punta, una mossa che – visto quanto è amata la De Filippi – sicuramente favorirà la Rai in termini di raccolta pubblicitaria dagli inserzionisti. Non si sa quanto incasserà Conti quest’anno (Fazio ottenne 600 mila euro) e possiamo discutere se siano tanti o troppi ma per fare queste valutazioni bisogna anche tenere conto di quanto guadagna la Rai dal Festival e quante persone lavorano nell’indotto, albergatori e ristoratori a Sanremo ad esempio ma anche tutti coloro che lavorano alla produzione del programma (tecnici, attrezzisti, truccatori, autori, autisti e così via) e alla composizione dei brani musicali.
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Quanto costa il Festival di Sanremo?

La kermesse canora è senza dubbio un grande carrozzone all’interno di quell’immenso carrozzone che è il servizio pubblico radiotelevisivo ma innanzitutto bisogna ricordare che Conti viene pagato per fare un lavoro e il suo lavoro non è solo condurre il Festival ma anche quello di fare in modo che la Rai ci guadagni. E negli ultimi due anni il Festival ha chiuso in attivo. I costi dell’edizione 2016 Festival si aggirano attorno ai 16 milioni di euro (quest’anno dovrebbero essere 15,5) mentre con la raccolta pubblicitaria la Rai ha incassato intorno ai 21 milioni di euro ai quali vanno aggiunti gli incassi dei biglietti e altri ricavi che portano i guadagni netti a 24,6 milioni nel 2016 e 23,9 nel 2015. Senza investire quei soldi (parte dei quali anche per il cachet di Conti) la Rai non avrebbe potuto portare gli utili intorno ai sei milioni di euro. E quest’anno Fabrizio Piscopo, Ad di Rai Pubblicità punta a 25,5 milioni di euro e soprattutto ad abbattere il muro del 50% di share. Ad incidere sui costi non è solo il cachet di Conti ma anche la convenzione con il Comune di Sanremo per l’utilizzo del Teatro Ariston che da sola “vale” cinque milioni di euro. Convenzione che però è in scadenza e che andrebbe ridiscussa con il Comune che avrebbe intenzione di alzare la posta. Insomma Sanremo costa, forse troppo, ma al tempo stesso è redditizio per la Rai. E così mentre le truppe gentiste si mobilitano per l’ennesima manifestazione contro la Ka$ta radiotelevisiva la Rai continua a macinare profitti. La stessa Rai che, ad esempio, fa campagna per la raccolta fondi per la ricerca di Telethon o per gli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto ad esempio con il progetto “Ricominciamo dalle scuole” per il quale è stata avviata il 29 dicembre 2016 una nuova raccolta di donazioni al numero 45500 e che si chiuderà il 29 gennaio. Ad oggi sono stati stati raccolti 1.455.402,00 euro. Chi volesse davvero aiutare le popolazioni terremotate puoi mandare un sms al numero 45500.