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Cosa ha visto chi ha assistito all'omicidio di Michael Brown

Cosa hanno visto i testimoni della sparatoria di Ferguson nella quale è rimasto ucciso il diciottenne Michael Brown? Due giornaliste della PBS, Laura Santhanam e Vanessa Dennis, hanno letto le 500 pagine di trascrizioni pubblicate dal procuratore generale della Contea di St. Louis e hanno messo a confronto le dichiarazioni dei testimoni con quelle di Darren Wilson, l’agente della polizia di Ferguson che ha ucciso Michael Brown. In base a queste testimonianze e alle prove documentali il grand jury ha stabilito che l’agente Wilson non ha commesso alcun reato e che non ha agito al di fuori della legge nell’uccidere Michael Brown.
 
COSA È SUCCESSO A FERGUSON IL 9 AGOSTO
Ecco un riassunto per immagini a cura del New York Times dei fatti che hanno portato all’uccisione di Michael Brown:

Gli eventi che hanno condotto alla morte di Michael Brown (fonte:   nytimes.com)
Gli eventi che hanno condotto alla morte di Michael Brown (fonte: nytimes.com)

Alle 11:54 del 9 agosto Michael Brown e Dorian Johnson sono all’interno del “Ferguson Marke and Liquor”, una telecamera di sorveglianza riprende Brown nell’atto di rubare alcuni cigarillos. Alle 12:01 Michael Brown viene fermato dall’agente Wilson perché corrisponde alla descrizione di un individuo sospettato di aver commesso un furto in un negozio. Wilson, senza scendere dalla macchina, blocca la strada e intima a Brown e al suo amico di fermarsi.
La sparatoria di Ferguson secondo la ricostruzione del NY Times (fonte: nytimes.com)
La sparatoria di Ferguson secondo la ricostruzione del NY Times (fonte: nytimes.com)

A questo punto secondo la testimonianza dell’agente, Brown avrebbe tentato di sottrarre l’arma di Wilson attraverso il finestrino della macchina. L’agente avrebbe esploso due colpi dall’interno dell’abitacolo e Brown si sarebbe dato alla fuga. Wilson scende dalla macchina e insegue Brown che dopo alcuni metri si ferma e si volta verso l’agente che spara al ragazzo diverse volte, uccidendolo.
 
LA DECISIONE DEL GRAND JURY
Nelle parole del procuratore Robert McCulloch dalle indagini e dalle testimonianze raccolte non sono emerse prove sufficienti per dimostrare un eccesso nell’uso della forza da parte dell’agente Wilson. Dopo 25 giorni di lavoro, l’audizione di 60 testimoni e l’esame delle prove fisiche raccolte dalla polizia il grand jury ha quindi deciso per il nono luogo a procedere nei confronti di Darren Wilson. Lo scopo del grand jury non era infatti quello di stabilire l’innocenza o meno dell’agente quanto quello di verificare l’esistenza di prove sufficienti ad una sua eventuale incriminazione per negligenza, omicidio oppure omicidio colposo. Nove membri della giuria su dodici hanno votato contro la possibilità di incriminare l’agente di polizia.

La tabella comparativa che mette a confronto alcuni aspetti fondamentali della vicenda Brown così come sono emersi dalle diverse testimonianze (Fonte: pbs.org)
La tabella comparativa che mette a confronto alcuni aspetti fondamentali della vicenda Brown così come sono emersi dalle diverse testimonianze (Fonte: pbs.org)

 
COSA HANNO VISTO I TESTIMONI
L’analisi delle testimonianze fatta dalle giornaliste della PBS non ci dice quale sia la verità ma ci fa capire quanto differenti possano essere tra loro i ricordi dei vari testimoni. Guardando la tabella possiamo vedere che la metà dei testimoni ha raccontato che Michael Brown aveva le mani alzate quando l’agente Wilson gli ha sparato. Però un’altra metà dei testimoni sostiene che Brown stesse ancora scappando quando Wilson ha aperto il fuoco su di lui, sparandogli quindi alle spalle (l’autopsia però mostra che Brown non ha ferite alla schiena). Solo cinque testimoni hanno invece detto di aver visto Brown tentare di prendere qualcosa dalla cintola dei pantaloni (un arma) prima che Wilson lo ferisse mortalmente. Perfetta parità anche per quanto riguarda la risposta alla domanda se l’agente di polizia abbia continuato a sparare a Brown quando ormai il ragazzo era a terra. Il confronto delle testimonianze ci fa capire che non tutti i testimoni hanno assistito allo stesso modo alla scena: ad esempio in un caso il testimone ha riferito di essere ad alcuni isolati di distanza dal luogo dove è avvenuto l’omicidio ma ciononostante è stato in grado di vedere un uomo con le mani all’interno di una macchina della polizia e anche di aver “visto” l’agente Wilson usare un taser contro l’uomo. Nella conferenza stampa McCulloch ha evidenziato come le testimonianze raccolte fossero discordanti tra loro e soprattutto fossero in disaccordo con le prove fisiche raccolte dalla polizia.
LE ALTRE INDAGINI SUI FATTI DI FERGUSON
La decisione del grand jury non chiude il caso Brown, l’FBI e il Dipartimento di Giustizia hanno aperto due fascicoli per indagare le affermazioni riguardanti eventuali altri episodi di discriminazione razziale e abuso della forza da parte del dipartimento di polizia di Ferguson.