Fact checking

Cosa c'entra la propaganda M5S con la foto fake della Boschi al funerale di Riina?

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Continua la polemica su un fotomontaggio che ha per protagoniste Maria Elena Boschi e Laura Boldrini. La didascalia della foto, che ha avuto una notevole diffusione tra i simpatizzanti e attivisti del MoVimento 5 Stelle, “informava” che la Boldrini e la Boschi avevano partecipato ai funerali del Capo dei Capi di Cosa Nostra. Ovviamente la notizia è falsa, ed è surreale pensare che un ministro e la presidente della Camera siano andati a quel funerale. La foto del resto è quella scattata durante i funerale di Emmanuel Chidi Nnamdi, l’uomo di nazionalità nigeriana morto dopo una rissa con Amedeo Mancini a Fermo.

Maria Elena Boschi contro Luigi Di Maio

È già successo altre volte, e sicuramente altrettante capiterà, che foto di politici vengano modificate o alterate per dare sfogo all’odio e alla frustrazione di una parte dell’elettorato. Alle volte si tratta di notizie inventate di sana pianta, come la famosa storia della sorella di Laura Boldrini titolare di un numero imprecisato di cooperative che lucrano sui migranti. Sarebbe facile e comodo dire che tutte le bufale vengono inventate da odiatori di professione, magari sobillati ad arte da certi politici. Ma non è così. Ad esempio nel caso della foto della sorella della Boldrini (che in realtà e l’attrice Kyrsten Ritter) fu inventata da una pagina “antigentista” gestita da persone che gravitavano intorno al gruppo Facebook Giente Honesta.
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Tutto questo per spiegare che non sempre la realtà è come sembra e che se anche se un “meme” o una fake news viene condivisa da un certo gruppo di persone non è detto che sia stato proprio quel gruppo a crearla. Sicuramente è odioso e deprecabile che la lotta politica, a livello di scambi tra elettori e cittadini, si sia ridotta ad una battaglia di contenuti del genere.
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Ma andare a caccia di Luigi Di Maio (o di qualche oscuro membro dello Staff della Casaleggio) per addossargli la responsabilità di questo tipo di comunicazione basata sulla menzogna è sbagliato. La manovra è evidente e non punta solo a chiedere a Di Maio di prendere le distanze da questo tipo di contenuti (fermo restando che la responsabilità penale è individuale) ma tenta stabilire una connessione – inesistente al momento – tra i vertici del MoVimento e questo genere di immagini.

L’inutile caccia ai fantasmi del M5S che si aggirano nell’Internet

La Boschi, dopo aver denunciato un singolo simpatizzante pentastellato, ha puntato il dito contro la pagina Facebook Virus 5 Stelle che ha diffuso – e poi cancellato – l’immagine incriminata. Qualcuno sostiene che si tratti di una polemica montata ad arte per gettare fango sui 5 Stelle. Sbirciando i profili di due degli amministratori però non sembra di trovarsi di fronte a dei “troll del PD” ma a dei militanti genuini del M5S. Ci sono, come è obbligo, le foto ai banchetti, i selfie con Di Maio, Grillo e altri esponenti di spicco del 5 Stelle. Niente che indichi una particolare “vicinanza” con il M5S. Non più di quella che certe pagine “becero- renziane” hanno con il PD.
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Ma c’è una bella differenza tra l’accusare alcune singole persone, che sostengono il M5S, di calunniare e diffamare alcuni esponenti del PD e delle istituzioni e l’indicare in Luigi Di Maio precise responsabilità politiche quasi che ci fosse una qualche “struttura Delta” del MoVimento dietro questo genere di propaganda politica. Diverso invece è fare come ha fatto l’eurodeputato PD David Sassoli (anche lui nella foto) che ha deciso di querelare il militante pentastellato per diffamazione.


Sicuramente in questi anni il MoVimento, in particolare il Capo Politico del partito, ha fatto molto per rendere irrespirabile il clima che si respira in certi luoghi della vita pubblica. Le dichiarazioni del “comico” Grillo hanno gettato benzina su un fuoco che non aveva alcun bisogno di essere alimentato, perché ardeva già per conto suo. Ma questo non significa che ci siano persuasori occulti che producono questo genere di materiale. Questo per i due motivi sopra esposti: il primo è che a volte certe cose vengono create “per scherzo” da chi con il 5 Stelle non ha nulla a che spartire (anzi). Il secondo è che la Casaleggio non ha alcun bisogno di distribuire questo genere di contenuti che vengono generati spontaneamente dagli utenti, perfettamente in grado di gestire autonomamente questo genere di comunicazione. Già una volta un tentativo di smascherare la struttura occulta della propaganda a 5 Stelle finì miseramente con la scoperta del fake della moglie di Renato Brunetta.
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La questione potrebbe essere affrontata in modo serio ma ci sono personaggi come “Le Frasi di Osho” (aka Federico Palmaroli, già ospite di Giorgia Meloni ad Atreiu). È interessante notare che proprio in tema di funerali la pagina satirica su Osho si rese protagonista della diffusione di un’altra bufala (quella di Renzi che gioca al cellulare durante il funerale delle vittime di Amatrice). L’autore sosteneva che Renzi “stesse messaggiando con la Boschi” ed era convinto che davvero l’allora Presidente del Consiglio fosse distratto dal suo iPhone. Chissà che sorpresona sarebbe uscita fuori all’epoca.