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Cosa c'è dietro la piazzata di Paola Muraro all'AMA

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Ieri l’assessora all’Ambiente del comune di Roma Paola Muraro si è presentata nella sede dell’AMA per discutere in streaming con l’amministratore delegato dell’AMA: «Non ci muoviamo da qui fino a quando non abbiamo un documento operativo di recupero dell’emergenza rifiuti a Roma», ha detto in diretta. «Un rappresentante dell’amministrazione, a turno, rimarrà e questo documento lo scriviamo insieme, ora, perché Ama deve dare una risposta ai romani». E ancora: «Quando vedete sacchetti in strada li dovete raccogliere, non li potete lasciare lì! In un periodo di allerta terrorismo, là in mezzo potrebbe nascondersi anche una bomba».

Cosa c’è dietro la piazzata di Paola Muraro all’AMA

La piazzata ha almeno raggiunto uno scopo: l’addio di Daniele Fortini è sempre più vicino. Già dimissionario dopo l’insediamento della giunta Raggi, ha continuato a lavorare in questo mese. Da ieri c’è una decisa accelerazione, Fortini a quanto pare seguirà la via istituzionale, (anche perché fino a quando non viene nominato il nuovo presidente lui è responsabile legale dell’azienda) chiederà un incontro all’assessore Marcello Minenna, che ha la delega alle Partecipate. In modo che si possa fissare in maniera urgente (entro il 4 agosto) l’assemblea dei soci con un ordine del giorno che al primo punto preveda l’accettazione delle dimissioni sue e di Carolina Cirillo (cda) e al secondo le nomine dei nuovi vertici. Ma dietro la piazzata di Paola Muraro all’AMA c’era soprattutto altro. Ovvero quanto si è deciso nel patto segreto per l’immondizia a Roma stipulato quando la Giunta Raggi non era ancora operativa. Valeria Costantini sul Corriere della Sera gratta il profondo della superficie:

Tutto in diretta streaming in stile M5S, di nuovo nella bufera per l’«apertura» all’ex patron di Malagrotta. «Non vuoi portare i rifiuti a lui (Cerroni) e la città piena di immondizia non può essere penalizzata per questo», dice la Muraro all’ad di Ama, Daniele Fortini. Che ricorda però (sottovoce) come «una amministrazione pubblica non può stipulare un contratto con chi ha un contenzioso». Né in teoria con chi è indagato o condannato. «Io non chiederò mai di utilizzare l’impianto di Cerroni – ribadisce l’ad -. O me lo dicono le autorità o senza gara non lo uso».

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L’esultanza di Cerroni sul Tempo di oggi

Ovvero, spiega Giovanna Vitale che su Repubblica quell’incontro segreto ha documentato, il problema è l’utilizzo dell’impianto di Cerroni. Ma Fortini, che invece conosce le regole,

Muraro gesticola, si spazientisce, vuole a tutti costi che l’accordo col Colari, oggetto dell’incontro segreto avvenuto il 30 giugno col presidente del Consorzio e il deputato grillino Vignaroli nello studio privato del suo portaborse, vada in porto: «La tariffa va fatta a Porcarelli (l’imprenditore che formalmente ha affittato il tritovagliatore da Cerroni, OES)», urla Muraro. «Ora viene fuori che tu non glieli vuoi portare e la città è piena di spazzatura». L’ad di Ama è però irremovibile. Legge la lettera con cui il 20 giugno il ras dei rifiuti lo invita a ricorrere ai suoi stabilimenti. Ma «io non chiederò mai di utilizzare l’impianto di Cerroni», sbotta Fortini. «O me lo dicono le autorità che è possibile, oppure senza gara non lo uso».

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La pietra dello scandalo

Fortini, scrive il Corriere, ricorda però durante l’incontro in streaming (sottovoce) come «una amministrazione pubblica non può stipulare un contratto con chi ha un contenzioso». Né in teoria con chi è indagato o condannato. «Io non chiederò mai di utilizzare l’impianto di Cerroni – ribadisce l’ad -. O me lo dicono le autorità o senza gara non lo uso».  In ogni città, ha aggiunto Fortini “c’è una legge e le autorità competenti che stabiliscono cosa è emergenza e cosa no. Stiamo lavorando giorno e notte per recuperare e ripristinare una condizione accettabile di gestione del ciclo dei rifiuti nonostante tutte le difficoltà che stiamo accettando, che non dipendono dai nostri lavoratori sulla strada, dai nostri impiegati e funzionari ma da un sistema diabolico costruito per alimentare discariche e inceneritori, a Roma e altrove”.

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Foto da: Camillo su Twitter

Ecco cosa c’è dietro la piazzata della Muraro: reiterare il piano approntato a fine giugno e reso pubblico a luglio (senza dettagliare chi lo avesse stipulato e in nome di chi) per la situazione di pre-emergenza. Una strategia che l’AMA però vuole perseguire soltanto se autorizzata, visto che le responsabilità legali ultime spetterebbero all’amministratore delegato. Ci sono delle regole: per violarle occorre che qualcuno se ne assuma la responsabilità. Senza piazzate ma con gli atti. Le dimissioni di Fortini porteranno chiarezza: vedremo se il nuovo AD vorrà assecondare quel “sistema diabolico costruito per alimentare discariche e inceneritori, a Roma e altrove” che i grillini hanno sempre combattuto. A parole.
Foto copertina da nonleconsento su Twitter