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La vera storia delle lezioni di scuola guida in cambio di sesso in Olanda

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L’Olanda è un paese dove gli europei pensano sia tutto concesso, droga libera, prostituzione legale, quartieri a luci rosse e qualsiasi altra cosa possa stuzzicare la fantasia del fuorisede pugliese studente al DAMS di Bologna in partenza per l’Erasmus ad Amsterdam. In redazione al Messaggero ci dev’essere proprio uno di quelli che ad Amsterdam ci ha fatto più di qualche vacanza e addio al celibato. Perché la notizia del giorno del Messaggero è che in Olanda c’è una legge, chiamata “Ride for a Ride” che consente agli istruttori di guida di ricevere pagamenti in natura in cambio delle lezioni, in pratica: sesso.

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Fonte: Il Messaggero

Cosa succede davvero in Olanda

La storia è questa, ed è stata raccontata dal Telegraph qualche giorno fa (anche se al Messaggero non lo citano) e ripresa da diversi giornali. Succede da qualche tempo che a Rotterdam la polizia stia indagando su una strana pratica, al limite della legalità secondo alcuni, ovvero quella di alcuni istruttori di scuola guida di farsi pagare le lezioni con prestazioni sessuali. Qualche tempo fa, a novembre, un deputato del Parlamento olandese – Gert-Jan Segers (del partito conservatore ChristenUnie) – ha presentato un’interrogazione scritta ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministro della Giustizia per chiedere quale fosse la posizione del Governo riguardo la situazione e se questa pratica potesse essere considerata prostituzione. La risposta del Ministro della Giustizia Ard van der Steur (che ha replicato anche per la Ministro Melanie Schultz van Haegen) dice che la pratica non può essere sanzionata (a patto che si tratti persone maggiorenni e consenzienti) e che non può essere considerata prostituzione perché non viene offerto un pagamento per un atto sessuale ma una prestazione sessuale viene offerta per pagare una lezione di scuola guida. Questione di lana caprina, direte voi, ma la legge olandese sembra essere molto chiara a riguardo di quello che è, o non è, prostituzione. È importante però – precisa il Ministro nella sua risposta – che sia l’istruttore a proporre questa forma di pagamento “particolare” in cambio della lezione, e non viceversa. La posizione del Governo olandese è che questa pratica anche se lecita non è “desiderabile”; il Ministro dice chiaramente che preferirebbe che gli istruttori non vi ricorressero. Non esiste quindi una legge che consenta tale pratica ma solo un “vuoto normativo” all’interno del quale è possibile chiedere sesso in cambio di una lezione di guida. Nemmeno nel regolamento degli istruttori c’è un codice che la vieti. Il che non significa che il regolamento la incoraggi esplicitamente come si può pensare voglia fare il Governo olandese. Il problema principale, sul quale sta lavorando la Polizia, è che secondo la legge olandese un minore, una volta raggiunti i 16 anni e mezzo può già iniziare a prendere lezioni di scuola guida. Il rischio è che alcuni istruttori propongano le modalità di pagamento “sessuali” anche a minori, in questo caso compiendo un atto illegale.
 
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Lost in translation

Quindi, per tornare al pezzo del Messaggero, esiste una legge chiamata Ride for a Ride? No. Ma allora dove viene fuori nel pezzo del Messaggero? Sempre dal Telegraph, che alla fine spiega il nomignolo dato a questa nuova forma di pagamento “ride for a ride”, appunto:

It’s been noted that web searches for driving lessons in exchange for sex, or ‘a ride for a ride’ as the practice has been dubbed, have recently increased in popularity.

È così che viene chiamata – informalmente e sul Web – la pratica. Il che naturalmente non equivale a dire che ci sia una legge che si chiama così.