Cultura e scienze

Corrado Augias si difende sulla «strana» moglie di Macron

corrado augias lilli gruber

Corrado Augias è finito nei giorni scorsi nei guai per il suo intervento da Lilli Gruber a Otto e 1/2  in cui ha, tra l’altro, affermato: «Quello che io so è che questa strana relazione amorosa, pare molto intensa, sincera e lunga, ha garantito a Macron l’appoggio di molte donne francesi, perché si potrebbe dire che dimostra che ‘c’è speranza per tutte’. Tra l’altro questa sessantenne Brigitte è una donna raffinata e affascinante anche se trucco e luci qui l’avvantaggiano».

Oggi su Repubblica Augias prende spunto da una lettera in cui gli si chiede conto di quanto affermato per difendersi sul punto:

CON l’equivoco creato sulle mie parole ho finalmente sperimentato di persona la velocità di circolazione di una calunnia. «La calunnia è un venticello un’auretta assai gentile/ che insensibile sottile/ leggermente dolcemente/ incomincia a sussurrar». Secondo il vecchio Sterbini che scrisse questi versi per il libretto del rossiniano #BSCJFSF ci voleva parecchio tempo prima che l’iniziale “venticello” si trasformasse in un “colpo di cannone”. Grazie alla velocità del web la calunnia si spande oggi come il fuoco nella prateria.
È bastato che riferissi le voci, maliziose, interessate, politicamente strumentali, che circolano a Parigi sulla differenza d’età tra il giovane Emmanuel Macron e la più adulta Brigitte Trogneux, perché quei pettegolezzi mi venissero attribuiti come opinioni personali. Il fenomeno delle false notizie è noto, se n’è parlato più volte, spesso con sorpresa. Invece non bisogna più sorprendersi, una spensierata divulgazione del falso è, tra molti indiscutibili meriti, una delle peggiori caratteristiche dei nuovi media. Pazienza. Più interessante vedere da dove nascano quei malevoli pettegolezzi.
L’uomo più anziano della donna, anche di parecchi anni, è stato per secoli la regola; obbediva a ragioni sociali e della fisiologia umana, era consolidata nel costume. L’inverso è fenomeno così nuovo da essersi meritato un nomignolo dispregiativo e irridente. L’uomo più giovane diventa il “toy boy”, il ragazzo giocattolo della donna con più anni. Nessuno ha mai detto che la giovanissima Lolita fosse la “toy girl” del professor Humbert Humbert, protagonista del romanzo di Nabokov. Ci fu scandalo nel 1955 quando il libro apparve ma per la “pruderie” violata assai più che per la differenza d’età tra i due amanti.
Per correggere o attenuare questi luoghi comuni ci vuole tempo. Tutti i cambiamenti di questo tipo vogliono tempo. Ce ne volle, ai suoi giorni, per far accettare l’idea che due persone potessero non sposarsi in chiesa e non essere definiti “pubblici concubini”. Ce n’è voluto — e la cosa non è ancora dappertutto risolta — perché una “ragazza madre” potesse allevare il suo bambino senza doversi nascondere; perché si accettassero le unioni civili tra due persone dello stesso sesso, intendo accettate non solo dalla legge ma dalla sensibilità corrente, la famosa communis opinio. Sono tutte novità, rientrano nella rivoluzione in atto. Per questo bisogna poterne discutere liberamente, ampiamente, portarle il più possibile alla luce perché se ne acceleri la percezione di normalità.

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