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Il tampone (negativo) per il Papa

Tosse, qualche linea di febbre, maldi gola,brividi e così i suoi medici sono immediatamente intervenuti per i controlli del caso: il test del tampone per il Coronavirus ha dato esito negativo

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Anche Papa Francesco ha fatto il test del tampone per il Coronavirus, con risultato negativo. Lo scrive oggi Il Messaggero, raccontando che quando mercoledì sera Papa Francesco ha fatto ritorno a Santa Marta dopo una intera giornata trascorsa al vento di tramontana in piazza san Pietro e alla processione all’Aventino, ha cominciato ad accusare i classici sintomi del raffreddamento.

Il tampone (negativo) per il Papa

Tosse, qualche linea di febbre, maldi gola,brividi, racconta oggi Franca Giansoldati, e così i suoi medici sono immediatamente intervenuti per i controlli del caso.

Naturalmente gli è pure stato fatto il tampone per vedere se fosse coronavirus ma l’esito è stato fortunatamente negativo, così il Papa ha continuato la sua attività alleggerendola di parecchio, lasciandosi solo gli incontri mattutini a Santa Marta. Ha dovuto però rinunciare anche alla settimana ad Ariccia, alla casa del Divin Maestro, dove per sette giorni tutta la curia è in ritiro spirituale. Un edificio molto grande e piuttosto freddo che forse non gli avrebbe giovato per una buona ripresa.

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Intanto, mentre ieri ha riaperto San Luigi dei Francesi, anche in Vaticano sono scattate ulteriori misure precauzionali, che prevedono da qualche giorno, tramite il Corpo della Gendarmeria guidato dal comandante Gianluca Gauzzi Broccoletti, una severa attenzione al controllo del piccolo territorio della Città leonina. Dentro le Mura leonine, alcune aree sono sorvegliate con più cura e attenzione come, ad esempio, la Porta del Perugino, Casa Santa Marta, dove abita papa Francesco peraltro ora afflitto dal raffreddore che gli ha fatto rinunciare alla trasferta ad Ariccia per gli esercizi spirituali di Curia (“Vi accompagno da qui. Farò gli Esercizi nella mia camera, seguendo le prediche di padre Bovati, che ringrazio tanto. Prego per Voi: per favore, fatelo per me”, ha scritto ai partecipanti), e l’ex Monastero Mater Ecclesiae, dove risiede il Papa emerito, il quasi 93/enne Benedetto XVI.

E in tale caso le misure sarebbero ferree. L’idea, nel caso di Francesco e di Benedetto, è di limitare al massimo tutti i contatti non necessari o non controllati, eventualmente sospetti. La strategia preventiva ha incluso, tra l’altro, il divieto di entrare in VATICANO di alcuni dipendenti già individuati perché a rischio. Resta comunque il fatto che continua nel piccolo Stato d’Oltretevere l’ingresso giornaliero di un alto numero di persone, pellegrini e turisti, ai Musei Vaticani e alla Basilica di San Pietro, in gran parte gente già in viaggio da molti giorni e giunta in Italia da diverse nazioni asiatiche, europee e africane. In altre parole, una grande massa che sfugge facilmente ai controlli. La questione è tuttora allo studio ma non si sono prese decisioni, tranne i consigli pratici come la distanza minima da tenere e il lavarsi spesso le mani.

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