Cultura e scienze

Coronavirus: come l’onda lunga dei contagi colpisce i paesi negazionisti

L’ Organizzazione mondiale della Sanità parla di 259 mila contagi nella giornata di sabato, un record assoluto. Stati Uniti, Sudafrica, Brasile, India e Perù i Paesi più colpiti anche dopo parziali lockdown

donald trump jair bolsonaro

L’Organizzazione mondiale della Sanità parla di 259 mila contagi da Coronavirus SARS-COV-2 nella giornata di sabato, un record assoluto. Stati Uniti, Sudafrica, Brasile, India e Perù i Paesi più colpiti anche dopo parziali lockdown. Paolo Bonanni, epidemiologo, ordinario di Igiene all’Università di Firenze, spiega oggi in un’intervista al Corriere della Sera che l’onda lunga dei contagi sta colpendo i paesi negazionisti:

«La pandemia si è spostata da New York, dove è arrivato il virus, negli Stati a sud e ovest, come è normale che sia. L’errore è stato sottovalutare la situazione di New York con una riapertura un po’ troppo affrettata in alcuni Stati».

C’era da aspettarsi un’impennata di casi?
«Non mi sorprende, non è un caso che succeda in Paesi di fatto negazionisti, che non hanno mai accettato una politica di chiusura e di distanziamento come Stati Uniti e Brasile. La prevenzione è identica in tutto il mondo: igiene delle mani, distanziamento, utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi. L’Italia, con un lockdown serio e una severità di comportamenti è andata meglio di tanti altri Paesi».

Coronavirus: i contagi nel mondo (Corriere della Sera, 20 luglio 2020)

Negli Usa Trump non ha voluto firmare un ordine nazionale per imporre la mascherina. Quanto incide?
«Parecchio e il presidente ha fatto male a non ascoltare gli esperti. Il virus sta circolando molto negli Stati Uniti e abbiamo visto in Italia che l’uso diffuso della mascherina ha contribuito moltissimo al rallentamento dell’epidemia. Va però indossata bene. Vedo anche da noi un certo rilassamento, molte persone portano la mascherina sotto il mento. In un mondo globalizzato basta una scintilla per far ripartire i contagi».

Anche l’India sta registrando un numero di contagi giornalieri molto alti. Che cosa succede?
«Il problema sembra essere la scarsa capacità degli ospedali indiani delle grandi città a ricoverare e trattare pazienti Covid-19. Il sistema sanitario è molto debole. La situazione è inoltre peggiorata dopo le prime riaperture approvate dal governo indiano, preoccupato per le gravi conseguenze sull’economia che stava provocando il lockdown».

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