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Il Coronavirus al Sud e il conto dei morti che non torna a Bari

I decessi per Covid nel capoluogo pugliese, per quanto risulta al Fatto , ammontano a quattro. E scorporando il dato di marzo si scopre un’inversione che somiglia molto ai casi lombardi: si passa da un -17,1 per cento su febbraio (373 contro i 450 dello scorso anno) a un +13,4 per cento (457 contro 403 del 2019) nei dati di marzo

clinica mater dei bari coronavirus

Il Fatto Quotidiano oggi punta il dito sul Coronavirus al Sud e sul conto dei morti che apparentemente non torna a Bari.  Non solo Bergamo e Brescia, anche a Como e nel capoluogo pugliese quest’anno molti più decessi di quelli da Covid. Ma nel Sud si muore meno:

Il Fatto ha incrociato tre dati: i decessi nei primi tre mesi del 2019, i decessi nel 2020, i decessi per Covid-19. Ecco alcuni risultati. A fronte di 23 casi di morte per Covid, nel solo mese di marzo, a Como si contano 165 decessi:l’89 per cento in più rispetto agli 87 del 2019. I 23 casi di Covid non giustificano l’impennata dell’89 per centoverso l’alto. È vero che il conteggio si allarga anche ai decessi di pazienti “migrati”da strutture vicine, ma il sospetto che il virus abbia fatto più vittime delle 23 censite resta più che fondato. Stesso discorso per Brescia (88 per cento in più, da 112 a 210 decessi), Bergamo, Nembro, Cernusco sul Naviglio. Passiamo a Pavia: nel marzo 2019 i residenti deceduti erano 84, quest’anno sono 134, il 60 per cento in più.

Orzinuovi, Bassa bresciana: l’ultimo aggiornamento disponibile parla di 39 morti, per la banca dati “De mo Istat”nel marzo 2019 erano 16, quindi siamo al 131 per cento in più. Dal 1º al 27 marzo 2020 si contano 75 decessi: in tre mesi siamo a tre quarti dell’intero anno scorso. Le vittime di Covid accertate però sono 35: anche in questo caso il rischio che siano tanti, i decessi per Covid sfuggiti al conteggio,è molto alto. E con esso il rischio che parenti o amici delle vittime non censite si siano infettati incrementando il contagio. Scoprirlo in tempo può essere cruciale per individuare eventuali nuovi focolai. Ecco perché l’analisi incrociata può risultare utile per il Centro-Sud. Il trend del Centro-Sud e l’anomalia barese Al Centro-Sud, per il grappolo di cifre analizzate dal Fatto, i decessi del 2020 sono quasi ovunque pari o inferiori al 2019. È per esempio il caso di Fermo nelle Marche. E di molti Comuni in Campania, Calabria e Sicilia.

coronavirus 41mila rientrati da nord a sud
Coronavirus: i 41mila rientrati da Nord a Sud (Il Fatto Quotidiano, 12 marzo 2020)

Per questo balza agli occhi il caso di Bari:

I decessi per Covid nel capoluogo pugliese, per quanto risulta al Fatto , ammontano a quattro. E scorporando il dato di marzo si scopre un’inversione che somiglia molto ai casi lombardi: si passa da un -17,1 per cento su febbraio (373 contro i 450 dello scorso anno) a un +13,4 per cento (457 contro 403 del 2019) nei dati di marzo. E proprio il 3 marzo, in Puglia, si registra la prima vittima di Covid.

Forse sarebbe il caso di estendere questa analisi agli altri Comuni pugliesi per verificare se sia un caso isolato o se la Puglia, per quanto in modo embrionale, stia replicando lo schema lombardo. Il Sud, rispetto al Nord, ha il vantaggio di avere più tempo per valutarne l’impatto. A maggior ragione perché già sappiamo che, nei prossimi giorni, i dati sui contagi sono destinati ad aumentare: in Puglia per esempio includeranno, in modo definitivo, il risultato dei 20 mila rientrati dal Nord il 9 marzo.

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