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Il problema dei controlli del Green Pass sui mezzi pubblici

Da oggi entrano in vigore le nuove restrizioni, ma ci sono alcune criticità

Controlli Green Pass

Oggi è il giorno del Super Green Pass (o Green Pass rafforzato). Come previsto dall’ultimo decreto approvato qualche settimana fa dal Consiglio dei Ministri, dalla mezzanotte di lunedì 6 dicembre – e almeno fino al 15 di gennaio – è entrata in vigore la norma che istituisce la certificazione verde estesa e differenziata tra chi è vaccinato e chi, invece, prosegue nella sua scelta di non immunizzarsi e procede – quasi a cadenza quotidiana – sottoponendosi a tamponi. Ma fin dal primo giorno stanno emergendo alcune criticità, soprattutto per quel che riguarda i mezzi pubblici (per cui occorre, almeno, l’esito di un test negativo): chi effettua i controlli dei Green Pass? Chi può elevare sanzioni ai trasgressori?

Controlli Green Pass sui mezzi pubblici, ci sono delle criticità

Come riporta il quotidiano Il Messaggero, il caso Atac è il sintomo di una controversia che potrebbe essere estesa a tutta l’Italia. L’azienda capitolina del servizio di trasporto pubblico, infatti, ha avviato da giorni un dialogo-confronto con il Viminale e con il Ministero dei Trasporti sulle competenze.

“I nostri verificatori sono agenti di polizia amministrativa, non giudiziaria: possono multare un passeggero se non ha obliterato il biglietto, ma hanno le armi spuntate quando si tratta di Green pass. Certo, possiamo chiedere la certificazione ai viaggiatori, invitarli a scendere dal bus se non ce l’hanno, ma se qualcuno si oppone dobbiamo chiamare le forze dell’ordine. E allo stesso modo dobbiamo attendere l’arrivo di poliziotti, carabinieri o vigili urbani per elevare le sanzioni dai 400 ai mille euro ai trasgressori”.

Ma il dicastero guidato da Enrico Giovannini ha risposto a questa “perplessità” ricordando come i controllori dei mezzi pubblici – come nel caso della TPL – hanno già ricevuto, in passato, il compito di multare chi sale a bordo di autobus, tram e metropolitane privo di mascherina. E, secondo il Ministero dei Trasporti, questo stesso principio deve essere necessariamente trasferito per quel che riguarda i controlli Green Pass a partire da oggi, lunedì 6 dicembre. Ma qui emerge la prima di una serie di criticità: i verificatori (controllori) non hanno gli strumenti – digitali – per elevare sanzioni ai trasgressori. Quindi, come nel più classico Gioco dell’Oca, si deve ripartire da zero: qualora a bordo di un mezzo pubblico sia presente un passeggero privo di certificazione verde, occorre l’intervento delle forze dell’ordine.

Il livello di caos, dunque, potrebbe essere molto elevato. Per questo motivo, come spiega Il Messaggero, dagli uffici del Ministero dell’Interno è stata spedita una circolare ai prefetti in cui è scritto:

Sul piano operativo, si raccomanda che le modalità esecutive dei controlli, la cui flessibilità e adattabilità ai vari contesti trova conferma nella previsione che ne consente l’effettuazione anche a campione, non compromettano le esigenze di fluidità del servizio, soprattutto allo scopo di scongiurare, specie nel trasporto pubblico locale di superficie, possibili assembramenti ed eventuali ricadute di ordine pubblico.

In sintesi: controlli a campione (molto ridotti) a bordo dei mezzi pubblici e, soprattutto, meno verifiche durante le cosiddette ore di punta. Perché gli agenti sono troppo pochi, così come i controllori. E il rischio paralisi dei viaggi urbani è molto consistente.

I viaggi per andare a scuola e gli alberghi

Come spiega Il Fatto Quotidiano, oltre alle criticità sui controlli Green Pass sui mezzi pubblici c’è anche il tema dei ragazzi in età scolastica che ancora non si sono vaccinati e che, dunque, dovrebbero sottoporsi a tamponi ogni due giorni. E tutto parte dalle dichiarazioni di Mariastella Gelmini a SkyTg24: “Avremo questa settimana, la questione del green pass per il Trasporto pubblico locale. Ho avuto modo di confrontarmi con il governo nelle scorse ore e abbiamo fatto presente che, dal mio punto di vista e di molti governatori, bisogna prendersi una parentesi per fare sì che un ragazzino di 13 anni possa fare il vaccino”.

Controlli o meno, la stretta della certificazione verde rafforzata non toccherà in maniera evidente il settore alberghiero. Per accedere in un hotel, infatti, non occorrerà essersi sottoposti alla vaccinazione anti-Covid. Un tampone, dunque, basterà per accedere alle strutture. Ai bar e ai ristoranti.

(foto IPP/MIPA)