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Conte ora vuole entrare in Parlamento: si candiderà a Siena con M5s, Pd e Leu

L’idea piace a tutti e tre i partiti. Entrerebbe al posto di Per Carlo Padoan

giuseppe conte dpcm riaperture 18 maggio

Non tornerà a insegnare diritto tra i banchi dell’Università di Firenze. O per lo meno non ci tornerà se vincerà alle elezioni suppletive a Siena, che dovrebbero tenersi prima del 31 marzo. Giuseppe Conte vorrebbe in questo modo non abbandonare la politica, e rimanere in scena, seppure con vesti diverse: il premier uscente ne ha parlato prima con Luigi Di Maio e Beppe Grillo, poi con Goffredo Bettini, il Pd e Leu. Sembrano tutti d’accordo, è il nome giusto per prendere il posto di Pier Carlo Padoan, già ministro dell’Economia con Renzi, e deputato Pd in questa legislatura, che a novembre scorso si è dimesso per entrare a far parte del consiglio di amministrazione di Unicredit. Insomma, sembra tutto fatto: da presidente del Consiglio a Onorevole, con un percorso contrario a quello che solitamente accade.

Ma andiamo con ordine. Questa domanda se l’erano posta in molti: che farà ora il presidente Conte? Tornerà a fare il professore e a esercitare da avvocato (come più volte ha detto), oppure si farà spazio in politica? E se sì, come? In un primo momento si pensava che potesse essere messo a capo di un ministero di peso, come gli Esteri ad esempio (che ora è del suo braccio destro nel governo, Luigi di Maio), salvo poi apparire in assemblea 5 Stelle e affermare apertamente di non aver intenzione di assumere alcun ruolo nel prossimo esecutivo. Poi invece qualcuno l’ha accostato alla Capitale, facendo il suo nome a sindaco di Roma, ipotesi scansata davanti ai giornalisti, con un: “No grazie”.

Ora sembra che il cerchio possa chiudersi, e che possa ufficializzare l’inizio della carriera politica di Giuseppe Conte, che potrebbe sbarcare (se vincesse) a Montecitorio. E c’è un altro “se”, più piccolo ma c’è: a Siena non la stanno prendendo proprio bene. “Va bene un nome comune col Movimento, ma deve essere espressione del territorio”, ha detto infatti il segretario provinciale del Pd Andrea Valenti. Ma se dovesse andare in porto sarebbe una soluzione che alcuni ritengono perfetta per Conte, che in questo modo non sparirebbe dai Palazzi e dai media, pronto a tornare in sella a fine legislatura, magari come leader della coalizione della scorsa maggioranza (escluso Renzi, che tra l’altro non si sa se a Siena proporrà un altro candidato o sosterrà Conte). Intanto però sembra che la lista per le suppletive si chiamerà “Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile”.  E chissà se questo sarà un nome che sentiremo spesso in futuro.