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Come Confindustria e la Regione Lombardia hanno fermato la zona rossa di Nembro

È il presidente di Confindustria Lombardia Bonometti a fare chiarezza: “Nelle riunioni che abbiamo avuto concadenza quasi quotidiana tra fine febbraio e i primi giorni di marzo, anche in sede di Patto di sviluppo con artigiani, commercianti, lega delle cooperative e sindacati, la Regione è sempre stata d’accordo con noi nel non ritenere utile, ma anzi dannosa, una eventuale zona rossa sul modello Codogno per chiudere i comuni di Alzano e Nembro”

Il Fatto Quotidiano oggi racconta in un articolo a firma di Giampiero Calapà che la Confindustria e la Regione Lombardia sono sempre state d’accordo nel no alla zona rossa a Nembro e ad Alzano Lombardo, a differenza di quanto hanno raccontato Attilio Fontana e Giulio Gallera per settimane cercando di incolpare il governo per le loro non-decisioni.

È il presidente di Confindustria Lombardia Bonometti a fare chiarezza: “Nelle riunioni che abbiamo avuto concadenza quasi quotidiana tra fine febbraio e i primi giorni di marzo, anche in sede di Patto di sviluppo con artigiani, commercianti, lega delle cooperative e sindacati, la Regione è sempre stata d’accordo con noi nel non ritenere utile, ma anzi dannosa, una eventuale zona rossa sul modello Codogno per chiudere i comuni di Alzano e Nembro”. Due giorni fa Gallera si tradisce alla trasmissione Agorà su Rai3: “Avremmo potuto fare noi la zona rossa? Ho approfondito ed effettivamente c’è una legge che lo consente”.

giulio gallera zona rossa bergamo 1

Questa legge sconosciuta prima dell’approfondimento è la 833 del 1978 “Istituzione del servizio sanitario nazionale”. Ieri, nello show ormai quotidiano, Gallera prova a spiegarsi: “Nel momento in cui il governo sta assumendo una decisione, ha senso che io la prenda quattro ore prima? Poi ci si accusa di non avere una sintonia istituzionale… Il 4 marzo arrivano i militari ad Alzano. Passa il 5, il 6, in quel momento l’assunzione di un’ordinanza da parte del governatore appariva originale visto che il governo aveva già dislocato le forze dell’ordine”.

Purtroppo Gallera dice una sciocchezza. O meglio, se dice qualcosa di vero, poi dovrebbe spiegare perché proprio lui e Fontana hanno invece varato un’ordinanza qualche ora prima che il governo varasse un decreto con ulteriori restrizioni. Quello che secondo Gallera sarebbe assurdo che accadesse, è invece accaduto tra il 22 e il 23 marzo.

giulio gallera regione lombardia alzano nembro zona rossa

E ora attenzione all’ultima frase dell’articolo:

MA ALLE RIUNIONI dei primi giorni di marzo (l’ultima giovedì 5), né Gallera né il governatore Attilio Fontana –come riferisce al Fattouna persona che ha potuto assistere alla videoconferenza –chiedono di far presto con la zona rossa ad Alzano e Nembro. Si limitano ad ascoltare le valutazioni del premier Giuseppe Conte e del ministro della Salute Roberto Speranza, in allarme fin dal 3 marzo sui dati anomali dei contagi ad Alzano-Nembro e a Orzinuovi (Brescia) riferiti dall’Istituto di Sanità al Comitato tecnico-scientifico. “La sensazione era che la giunta lombarda aspettasse una decisione modello Codogno, presa da Roma, senza doversi intestare la responsabilità della chiusura di Alzano e Nembro, come la legge gli avrebbe invece consentito di fare”, riferisce ancora la fonte.

Ovvero, esattamente ciò che si era ipotizzato qui.

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