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Come saranno usati i soldi raccolti via SMS per i terremotati?

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Grazie agli SMS solidali al 45500 della Protezione Civile sono stati già raccolti 9.755.718,00 euro, ma per cosa verranno utilizzati quei soldi? E più in generale, che fine faranno i soldi raccolti da tutti coloro (associazioni, mezzi d’informazione, banche, cuochi, dentisti e chi più ne ha più ne metta) in questi giorni hanno fatto partire una grande gara di solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto? In molti chiedono che la contabilità della solidarietà venga gestita in modo onesto e trasparente in modo da sapere che fine fanno i soldi delle donazioni.
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Tante manifestazioni solidarietà ma manca un coordinamento centrale

La Regione Lazio (così come la Regione Marche e la Regione Umbria) hanno aperto dei conti correnti dove i cittadini possono versare le donazioni per la ricostruzione. Lo stesso ha fatto il sindaco di Amatrice che ha invitato a versare un contributo nelle casse del suo Comune tramite un apposito conto corrente. Ci sono poi le raccolte fondi della Caritas, quella fatta partire da TIM, Corriere della Sera e La 7 che in quattro giorni ha già raccolto 268.930 euro, il Ministero per i Beni Culturali che ha deciso di devolvere l’incasso dei biglietti di domenica per aiutare la ricostruzione, gli artisti che donano il loro cachet mentre la Presidenza della CEI ha già disposto lo stanziamento di un milione di euro dei fondi dell’otto per mille per far fronte alle prime urgenze. La Protezione Civile, ad esempio, ha fatto sapere che quei 9.7 milioni di euro raccolti tramite lo SMS solidale verranno versati – riporta il Fatto Quotidiano – “senza alcun ricarico, su un conto infruttifero aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato. Alla fine della raccolta, che durerà 45 giorni, sarà nominato d’accordo con le regioni coinvolte un comitato di garanti con il compito di dare il nulla osta ai progetti di ricostruzione di edifici pubblici presentati dagli enti locali“. I soldi quindi verranno utilizzati per finanziare la ricostruzione di edifici pubblici il che, scrive Chiara Brusini sul Fatto invitando a “fare attenzione”, potrebbe essere fuorviante visto che magari alcuni cittadini si aspettavano che quel denaro venisse devoluto alla ricostruzione delle abitazioni private o all’aiuto delle famiglie. Ma del resto c’è da far notare che il Governo si è già impegnato a risarcire la totalità dei danni subiti dai privati (così come fece del resto il Governo Monti nel 2012 dopo il terremoto in Emilia). Siamo ancora nelle prime fasi dell’emergenza ma già viene fatta notare la mancanza di un registro che elenchi in modo trasparente le somme raccolte e la destinazione delle donazioni. Certo è che è ancora presto per sapere dove verranno impegnati i fondi raccolti, la conta dei danni è ancora all’inizio così come non sono ancora stati formalizzati i piani con i tempi e le modalità per la ricostruzione. Riguardo l’aiuto alle famiglie la Protezione Civile (assieme alla Croce Rossa Italiana) sono impegnati a portare aiuto e conforto ai sopravvissuti fin dalle prime ore dopo il sisma, quindi è davvero ingeneroso dire che con lo SMS alla Protezione Civile non si sta aiutando la popolazione. In primo luogo perché i luoghi e gli edifici pubblici (ad esempio gli ospedali e le scuole, ma anche i beni artistici) fanno parte della vita delle persone, in secondo luogo perché di questo si occupa principalmente la Croce Rossa che specifica che “la donazione in denaro sarà interamente utilizzata da Croce Rossa Italiana per mettere a disposizione della popolazione derrate alimentari e beni di prima necessità che potremmo non avere immediatamente a disposizione nei nostri centri logistici, e per il mantenimento efficiente delle nostre  strutture di accoglienza,  potendo quindi rispondere prontamente ai bisogni che si manifestano di ora in ora“. È comprensibile il timore che le somme di denaro facciano la stessa fine dei cinque milioni di euro raccolti via SMS in occasione del terremoto dell’Aquila, rimasti nelle casse delle banche che avrebbero dovuto erogarli sotto forma di prestito.
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La trasparenza di Openricostruzione

Il Fatto elogia invece l’esperienza delle ONG riunitesi nel coordinamento AGIRE – Agenzia italiana risposta emergenze (associazione che riunisce ONG come ActionAid, Amref, Cesvi,Coopi, Gvc, Oxfam, Sos Villaggi dei bambini Italia, Terre des HommesVolontariato internazionale per lo sviluppo) che pure criticava in un pezzo di qualche giorno fa proprio rispetto all’opacità delle destinazioni delle donazioni. Il problema naturalmente è quello di poter garantire che le somme di denaro raccolte vengano utilizzate nel migliore dei modi e soprattutto senza sprechi. Per monitorare l’attività della ricostruzione c’è chi chiede l’istituzione di un ente super partes che si faccia garante della trasparenza e della tracciabilità dei flussi di denaro donati dai cittadini per la ricostruzione. Servirebbe un’agenzia nazionale, che al momento non c’è, però si potrebbe imparare dall’esperienza del sito Openricostruzione.it nato proprio per controllare l’andamento dei lavori in Emilia. Il sito elenca tutti gli interventi di ricostruzione pubblica previsti nel Programma delle Opere Pubbliche e dei beni Culturali. I dati pubblicati comprendono anche le donazioni in maniera del tutto trasparente vengono elencati i donatori, l’importo del contributo e la destinazione dei fondi.

Ieri mattina infine è arrivato il consiglio di Fiorello che avverte i colleghi artisti a non fare la solidarietà “al netto delle spese” ovvero organizzando eventi per i terremotati devolvendo solo gli utili. Secondo il conduttore non è così che si fa la solidarietà, molto meglio fare privatamente beneficenza, perché anche se le intenzioni sono buone spesso il gioco non vale la candela perché le spese per allestire un concerto o uno spettacolo sono tante (del resto chi ci lavora “vuole essere pagato” dice Fiorello) e finisce che non si riesce a far arrivare tutto l’aiuto del quale ci sarebbe stato bisogno. Eppure l’esperienza di Italia Loves Emilia qualcosa di buono ha prodotto. Si poteva fare di meglio? Probabilmente sì, ma questa è (una parte) di quello che è stato raccolto.
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Per il momento i casi di truffa segnalati sono pochi: ai carabinieri dell’Aquila sono arrivate alcune segnalazioni riguardanti visite porta a porta di individui che sostenevano di stare raccogliendo denaro per l’emergenza sisma di Amatrice. Ci sarebbe inoltre un caso – la cui veridicità è ancora in corso di accertamento – su un messaggio WhatsApp dal tono allarmistico che recita: “Attenzione: gira per L’Aquila un gruppo di persone che, fingendosi dipendenti del Comune, chiedono di entrare nelle abitazioni per verificarne l’agibilità e poi commettere furti! La meschinità umana non ha limiti. Fate girare!”. Non è al momento chiaro se il messaggio sia una bufala o meno perché alle forze dell’ordine non sono pervenute denunce in merito all’episodio descritto. In Sicilia invece è stata presentata una denuncia alla polizia postale a proposito di “false raccolte di fondi, cibo e vestiti” a nome dell’Associazione nazionale pubbliche assistenze (Anpas).