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Come l'Italia si è disamorata della UE

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“Come l’Italia si è disamorata della Ue”. Così titola il Financial Times un lungo articolo in cui sottolinea come negli ultimi anni si sia verificato “un grande cambiamento” dei sentimenti, tradizionalmente fortemente europeisti, degli italiani, tale da diventare un problema per il governo di Matteo Renzi e “costringerlo ad adottare nei suoi rapporti con Bruxelles un tono molto più conflittuale di quello dei suoi predecessori”. Dopo aver ricordato le posizioni assunte, dallo scorso dicembre ad oggi, dal premier italiano nel “rimproverare la Ue ed i suoi stati membri per il fatto di continuare a seguire una fallimentare politica ispirata all’austerity che rischia di portare il continente alla paralisi politica o all’affermarsi dei populisti”, il giornale britannico sottolinea come “restaurare la fiducia degli italiani” nella Ue “non è un’impresa facile per Renzi”, considerando lo studio Ipsos che ha visto precipitare questa fiducia dal 73% del 2010 al 40% dello scorso gennaio. Sostenuto che Silvio Berlusconi abbia “iniziato a minare quel consenso” soprattutto “verso la fine del suo mandato nel 2011, quando crescevano le pressioni per le sue dimissioni”, Ft sottolinea come Renzi affermi che il “suo rifiuto di una relazione troppo deferente nei confronti delle istituzioni della Ue sia fondamentalmente diversa: crede che la sua ricerca di riforme ispirate alla supply-side economics ed i cambiamenti nel sistema politico italiano bloccato dovrebbero rendere le sue rimostranze più credibili a Bruxelles”
“Il rischio per Renzi è che il suo tono diretto e spavaldo con la Ue possa essere controproducente”, commenta però il giornale, citando un diplomatico Ue a Roma che sostiene come “combattere l’euroscetticismo con l’euroscettcismo sia un gioco pericoloso”. “Un grande test per verificare quanto siano profonde le tensioni tra Roma e Bruxelles arriverà a maggio – scrive ancora Ft – quando la Ue dovrà decidere se accettare le richieste di Roma per una maggiore flessibilità per la sua legge di Stabilità. Un rifiuto da parte della Ue metterebbe Renzi nella posizioni scomoda – ipotizza il giornale – di dover scegliere tra nuovi tagli della spesa o ridurre gli sgravi fiscali, oppure alzare il tono della sua sfida alla Ue”. “La paura a Roma è che se l’Europa non inizia a cambiare, l’ondata populista in Italia diventerà molto più forte e possibilmente potrebbe persino far cadere Renzi – conclude il giornale britannico- Le elezioni si dovrebbero svolgere nel 2018, ma lui potrebbe dover fronteggiare una crisi prima se gli elettori bocceranno le sue riforme costituzionali nel referendum del prossimo autunno”.