Cultura e scienze

Come la Rai sovranista perde ascolti

fabrizio salini

La Rai sovranista perde ascolti. E l’agosto del nostro scontento, quando Salvini ha aperto la crisi e la tv pubblica ha deciso di appaltare l’informazione su una questione molto sentita a La7 quasi fino alla fine, ha visto un’emorragia di audience. Racconta oggi Emanuele Lauria su Repubblica:

Rispetto allo stesso mese del 2018, il prime time di Rai1 ha visto una flessione di oltre tre punti e mezzo mentre l’audience media dell’intera giornata è scesa di quasi il 2,4. Numeri che parlano da soli e che preoccupano ancor di più, perché si trascinano da mesi: il segno meno caratterizza gli ascolti sin dall’inizio dell’estate. E ciò accade contro ogni logica previsione: il confronto con il 2018 avrebbe dovuto portare un vantaggio alla prima rete Rai, visto che fra giugno e luglio dell’anno scorso Mediaset fu favorita dall’esclusiva sui mondiali di calcio in Russia.

Anche la media calcolata da gennaio conferma il trend sconfortante: Rai1, nel 2019, ha perso lo 0,49 per cento in prime time e lo 0,37 per cento degli ascolti lungo l’arco della giornata. A risentire della crisi anche il Tg1: l’edizione delle 13,30, ad agosto, è scesa dal 24,22 al 22,17 per cento di share (-2,05) mentre quella delle 20 è passata, nel confronto con lo stesso mese del 2018, dal 26,44 al 22,37 per cento. Questa ridda di numeri nasconde un’emorragia di spettatori, più o meno marcata, di quasi tutte le trasmissioni: dal flop di “Grand Tour”, il programma della showgirl di dichiarate simpatie sovraniste Lorella Cuccarini, al rallentamento del quiz show “Reazione a Catena”.

rai sovranista
La Rai sovranista e gli ascolti (La Repubblica, 31 agosto 2019)

Sono in calo pure Unomattina Estate, “Io e Te” affidato a Pierluigi Diaco e più nettamente la “Vita in diretta Estate”. L’eco degli insuccessi giunge in un settimo piano di via Mazzini svuotato dalla trasferta dei dirigenti a Venezia: con il presidente Marcello Foa e l’ad Fabrizio Salini, al Festival del Cinema sono andati il direttore generale Alberto Matassino, il capo staff Roberto Ferrara e il responsabile della comunicazione Marcello Giannotti.

Leggi anche: «Speriamo che Casaleggio trucchi il voto su Rousseau»