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Come la decisione della Cassazione su Carola Rackete può inguaiare Salvini

Si tratta di una pronuncia che può rafforzare le accuse all’ex ministro, poiché indebolisce uno dei suoi argomenti difensivi: i migranti erano già in salvo, quindi non ci fu reato nel costringerli a restare sulle navi. Inoltre il capo leghista rischia il processo per diffamazione intentato da Carola Rackete definita «fuorilegge», «delinquente» e altro ancora

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Ieri abbiamo raccontato le motivazioni con cui la Cassazione ha dichiarato illegittimo l’arresto di Carola Rackete: secondo gli ermellini “l’obbligo di prestare soccorso dettato dalla convenzione internazionale Sar di Amburgo non si esaurisce nell’atto di sottrarre i naufraghi al pericolo di perdersi in mare, ma comporta l’obbligo accessorio e conseguente di sbarcarli in un luogo sicuro”, e tale non può essere qualificata, “una nave in mare che, oltre ad essere in balia degli eventi meteorologici avversi, non consente il rispetto dei diritti fondamentali delle persone”. Oggi Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera spiega quali ripercussioni può avere la sentenza sui casi che coinvolgono l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini:

Resta la resistenza a pubblico ufficiale, superata però dal fatto che Carola Rackete avrebbe agito «nell’adempimento di un dovere»; vale a dire portare a termine il salvataggio dei profughi con lo sbarco in luogo sicuro, come previsto dalle leggi del maree dalle convenzioni internazionali. Una sottolineatura che, al di là della disputa ingaggiata con la capitana tedesca, potrebbe riguardare più direttamente Salvini e i suoi processi (ieri la Procura di Catania ha chiesto la fissazione dell’udienza preliminare in cui si deciderà l’eventuale rinvio a giudizio per il caso Gregoretti, mentre sulla Open Arms il Senato deve ancora pronunciarsi sull’autorizzazione a procedere).

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Si tratta di una pronuncia che può rafforzare le accuse all’ex ministro, poiché indebolisce uno dei suoi argomenti difensivi: i migranti erano già in salvo, quindi non ci fu reato nel costringerli a restare sulle navi. Inoltre il capo leghista rischia il processo per diffamazione intentato da Carola Rackete definita «fuorilegge», «delinquente» e altro ancora.

Le motivazioni depositate ieri rendono più complicata pure quella causa per l’ex ministro, ma non è questo a far esultare gli avvocati Alessandro Gamberini, Leonardo Marino e Salvatore Tesoriero, difensori della capitana. Sono soddisfatti perché la Cassazione ha accolto le loro posizioni e esortano: «Questa sentenza valga ad ammonire coloro che ancora fanno resistenza all’abrogazione di quei decreti sicurezza che costituiscono un insulto alle ragioni del diritto».

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