Attualità

Come il movimento anti-vaccini mette a rischio la vita di un bambino

I genitori che sostengono che è giusto lasciare alle famiglie la possibilità di decidere se vaccinare o meno i propri figli in genere hanno due argomenti. Il primo riguarda i rischi connessi alle vaccinazioni in età pediatriche: i vaccini, ripetono a pappagallo, causano l’autismo. Come fanno a dirlo? Semplice, perché esiste uno studio (un solo studio) screditato non solo da tutta la comunità scientifica ma anche dal suo stesso autore, che mette in correlazione vaccini e autismo. E sapete qual è la parte più divertente? I sostenitori della causa anti-vaccini dicono che le case farmaceutiche ci tengono nascosta la verità per fare profitto. Ma Andrew Wakefield, il medico che ha inventato l’esistenza della correlazione tra trivalente e autismo, aveva intenzione di brevettare una sua alternativa alla trivalente e quindi ha creato lo studio per poter meglio vendere la sua invenzione. Come abbiamo già raccontato su Next tra le principali responsabili della diffusione di certe superstizioni c’è Jenny McCarthy.
http://youtu.be/X9kIAMcgqUU
 
L’EPIDEMIA DI MORBILLO CALIFORNIANA
Il secondo argomento di chi non vaccina i figli è che tanto, non vaccinandoli, non fanno del male a nessuno. Dal momento che gli altri bambini sono vaccinati infatti i non vaccinati “scroccano” i vaccini degli altri grazie a quella che viene chiamata herd immunity non rischiano di prendere qualche malattia. Perché alla fine nessuno vuole ammalarsi e fa comodo poter godere della propria libertà e nel frattempo non partecipare alla suddivisione dei rischi e dei doveri. Ma cosa succederebbe, per ipotesi, se la maggior parte dei genitori scegliesse di non vaccinare i propri pargoletti? Per scoprirlo non serve fare grandi esperimenti mentali, basta andare in California, vicino San Francisco nella Marin County. In quella particolare area della California c’è uno tra i più alti tassi di non-vaccinati degli Stati Uniti e, guardacaso, nel 2014 le autorità sanitarie hanno parlato di una vera e propria epidemia di morbillo e pertosse.

Casi di infezione da morbillo. Il CDC spiega che le persone che hanno contratto la malattia erano per la maggior parte non vaccinate (fonte: cdc.gov)
Casi di infezione da morbillo. Il CDC spiega che le persone che hanno contratto la malattia erano per la maggior parte non vaccinate (fonte: cdc.gov)

Il tasso di immunizzazione in alcune aree della California è addirittura inferiore a quello di paesi il cui sistema sanitario non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello degli Stati Uniti come il Sud-Sudan. Grazie a questa situazione favorevole, per il morbillo, nei giorni scorsi è esploso un altro caso di contagio avvenuto all’interno del parco di divertimenti Disneyland.
 

 
RHETT KRAVITT, CHE ODIA IL CANCRO E L’HA QUASI SCONFITTO
Rhett Krawitt è un bambino di sei anni e vive con la sua famiglia proprio all’interno di Marin County. Nel 2010 a Rhett è stata diagnosticata la leucemia ma Rhett non è un bambino qualsiasi e ha lottato contro la malattia, e per questo negli ultimi quattro anni è stato sottoposto a diversi cicli di chemioterapia. Questo è quello che ha scritto riguardo alla leucemia:

My name is Rhett. Leukemia is Cancer in my white blood cells.
Cancer cells are the bad guys.
I took Chemo to get the BAD GUYS OUT.
Thank you for donating lots of money and sailing your boats in the Leukemia Cup Regatta so that someday everyone can get the bad guys out!
For me, someday is today, because I can say gone with the cancer.
My name is Rhett and I GIVE A DAMN!

Grazie al suo coraggio e alla sua forza Rhett è anche diventato il “Boy of the Year” della Leukemia & Lymphoma Society, ecco un video di Rhett che invita a partecipare ad una raccolta fondi per aiutare altri bambini nella sua situazione:

Quest’anno è arrivata una buona notizia a casa Kravitt, Rhett è in remissione e ha finalmente delle buone probabilità di guarire e poter tornare a vivere una vita normale, tornando finalmente a scuola assieme ai suoi compagni. C’è però un problema: il sistema immunitario di Rhett è ancora molto debole e non può essere vaccinato (perché il suo organismo è ancora debilitato dalla malattia e dalla chemio). In un paese normale questo non sarebbe un grandissimo problema, bambini come Rhett Kravitt potrebbero sfruttare la già citata herd immunity e poter andare a scuola senza rischiare di doversi prendere qualcosa, ad esempio il morbillo, e di conseguenza senza mettere a rischio la sua vita . Il problema è che i bravi e consapevoli genitori dei bambini della zona dove abita Rhett sono proprio quelli che hanno abboccato alle cazzate sui vaccini e l’autismo e quindi, sicuri di non rischiare nulla, hanno preferito non immunizzare i propri figli. Il tasso di immunizzazione nella scuola di Rhett è piuttosto basso in paragone alla media nazionale (che è del 2,5%): il 7% degli alunni non è vaccinato (in altre aree della Marin County la percentuale è ancora più alta). Per questo il padre di Rhett, Carl, ha chiesto che il sistema sanitario nazionale faccia qualcosa per garantire la sicurezza di suo figlio a scuola, al parchetto, in biblioteca. Carl Kravitt vorrebbe che la scuola di Rhett stabilisse che tra i requisiti per poter andare a lezione ci fosse anche quello di essere vaccinati. Non è una richiesta bizzarra se si pensa che lo stato della California ha già ordinato ai bambini non vaccinati di non stare a casa dopo l’epidemia di Morbillo di Disneyland. La questione è delicata, Carl sa bene che la legge della California consente di non vaccinare i propri figli e rispetta la libertà di scelta degli altri genitori, ma cosa succede, ci chiede, se la libertà di scelta degli altri mette a rischio la vita di mio figlio? Soprattutto tenendo in considerazione che la correlazione tra vaccini e autismo non esiste, cosa rischiano i genitori che fanno vaccinare i propri figli? Niente, al massimo due giorni di febbre. Cosa rischia Rhett Kravitt a vivere in mezzo a persone non vaccinate? Tutto.
Foto copertina: Rhett Kravitt via npr.org