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Come ha votato il Partito Democratico sull'olio tunisino al Parlamento europeo?

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Abbiamo parlato per giorni della battaglia insensata dell’olio tunisino in occasione del voto al Parlamento Europeo sulla possibilità di esportare in Europa 35 mila tonnellate di olio d’oliva in più ogni anno senza dazi. La misura votata a Strasburgo ètemporanea, valida solo per due anni e relativa all’olio d’oliva di cui si possa garantire la tracciabilità. La misura decisa dal parlamento europeo è un tipico esempio di “aiutiamoli a casa loro”: vista la situazione geopolitica del paese, che esce da una rivoluzione, e gli attentati del Bardo che hanno messo in difficoltà l’industria turistica, si cerca di aiutare l’industria dell’olio. Abbiamo anche spiegato che la produzione di olio in Italia tra 2015 e 2016 è stata di poco meno di 300mila tonnellate; i consumi invece hanno raggiunto quota 553mila tonnellate. L’Italia quindi già importa olio in quanto la produzione non riesce a soddisfare il mercato interno, anzi: i produttori tendono ad esportare quello di maggiore qualità a un prezzo maggiore di vendita rispetto a quello che riesce a spuntare in Italia. L’ olio tunisino quota mediamente 2-3 euro in meno rispetto a quello italiano: è chiaro quindi che andrà a fare concorrenza – grazie all’assenza dei dazi e quindi al calo del prezzo – agli altri prodotti importati, ma non alle produzioni italiane.

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L’infografica del Corriere della Sera sull’olio tunisino (11 marzo 2016)

Come sappiamo, la Lega Nord e il MoVimento 5 Stelle hanno invece scelto di effettuare una battaglia demagogica e protezionistica. Ma è curioso invece notare che nel voto al Parlamento Europeo il Partito Democratico si è spaccato e molti voti al no sono arrivati proprio dai renziani. Sul sito del Parlamento europeo infatti il provvedimento sulla quota d’emergenza è stato approvato con 500 voti favorevoli, 107 contrari e 42 astensioni. I 500 favorevoli sono loro:
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Il voto favorevole dei socialisti al Parlamento europeo sull’olio tunisino

Ecco i 107 contrari:
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Il voto contrario al Parlamento europeo sulle quote d’emergenza d’importazione dell’olio tunisino

Chi sono i parlamentari del Partito Democratico contrari al provvedimento? I nomi li vedete scritti lì: tra questi spiccano quelli delle renzianissime Simona Bonafè e Pina Picierno, renzianissime ed emergenti rampanti del nuovo che è avanzato. Ma ci sono anche l’ex cuperliano Brando Benifei, l’ex civatiana Renata Briano, Nicola Caputo (di cui si è parlato qui), Caterina Chinnici (figlia del grande Rocco e magistrato) e tanti altri. Un voto non vuole dire tutto. Ma serve a ricordare che la demagogia non abita solo a destra.

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