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Colchico: cosa è la pianta che ha portato alla morte Valerio Pinzana

Valerio Pinzana, un 62enne di Traversio, è morto lunedì mattina: aveva scambiato il colchico, velenoso, con aglio ursino e ci aveva condito la pasta

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Valerio Pinzana, un 62enne di Traversio, è morto lunedì mattina, dopo essere stato ricoverato per giorni in gravi condizioni all’ospedale civile di Pordenone. L’uomo aveva raccolto una pianta selvatica, il colchico, detto anche croco, o zafferano bastardo, o ancora arsenico vegetale, scambiandolo con l’aglio ursino e poi usandolo per preparare un pesto con cui ha condito la pasta.

Il Piccolo riporta le osservazioni di un esperto naturalista, Paolo Siega Vignut, che spiega cosa è il colchico, quali effetti ha la pianta velenosa e come distinguerla dall’aglio ursino, anche se hanno foglie simili:

«Quelle dell´aglio orsino hanno un gambo – osserva l’esperto – , mentre quelle del colchico crescono direttamente dal terreno senza stelo. Il colchicum autumnale ha sei stami, mentre il crocus sativus ne ha tre. Il frutto, contenente i semi che si trovano in una capsula ovale più o meno lunga 3, 5 centimetri racchiusa tra le foglie, matura in primavera. Le foglie della pianta commestibile profumano inoltre di aglio, mentre quelle tossiche sono praticamente inodori. L’effetto tossico che si ha ingerendo dei preparati con il colchico è quasi immediato: prima si manifesta con bruciore alla gola, sete intensa, dolori gastrici, vomito, sudori freddi, crampi dolorosi, poi intervengono emorragie non controllabili, ipotensione e non esistendo degli antidoti specifici, anche la morte per insufficienza respiratoria o collasso cardiocircolatorio. Bastano dai 20 ai 40 milligrammi di colchicina per causare la morte