Cultura e scienze

La clamorosa risposta di Imposimato al Corriere!1!

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Ferdinando Imposimato non ci sta. Dopo l’articolo di Aldo Grasso sul Corriere della Sera l’ex magistrato che abboccava alle bufale sul caso Moro e diceva che un boss della ‘ndrangheta da lui stesso accusato era stato vittima di un complotto, scrive al quotidiano per difendere sé stesso e le sue “indagini”:

Aldo Grasso, in un articolo del 1° febbraio, contesta l’inchiesta sul caso Moro in cui sostengo che vi siano coinvolti i servizi segreti di mezzo mondo, che gli attentati dell’11/9 siano stati un’operazione consentita dall’amministrazione Usa, che Emanuela Orlandi viva in Turchia con il suo compagno. Non sono mai stato complottista e ho sempre rifiutato tesi non confortate da prove. Ho molta stima dei grillini, sul piano umano e politico, ma nelle indagini non mi lascio influenzare da nessuno. Quanto al caso Moro, segnalo il fatto che nonostante sia pacifico che Moro fu tenuto prigioniero in via Montalcini, lo Stato non ha mai riconosciuto questa realtà. La sua presenza in quella via è provata da testimonianze di terroristi, inquilini, sentenze e dai rapporti della polizia.
Quanto a Emanuela Orlandi, in un libro scritto con Sandro Provvisionato, conclusi: «Dagli atti risulta che Emanuela è stata tenuta in vita almeno fino al 1997. I segnali sono molteplici. Emanuela non fu uccisa dopo il rapimento; la voce registrata a distanza di mesi lo dimostra. Lo dicono diversi cittadini turchi che vivono in Germania. Non è la prima volta che accade. Che sia ancora viva non è possibile dirlo». Il movente terroristico fu affermato dal pm Giovanni Malerba di Roma il 3 ottobre 1997: «L’inchiesta sul rapimento Orlandi avvenne a fini terroristici eprese le mosse da messaggi fonici, telefonici e scritti, indicanti il movente del sequestro Orlandi la cui liberazione era condizionata alla scarcerazione di Alì Agca. Tali messaggi erano autentici egenuini, perché accompagnati da prove foniche riferibili aEmanuela». Malerba, dopo 15 anni, non ritenne provata la mortedella ragazza.
Quanto alla strage delle Torri Gemelle, nel settembre 2011 ho fatto parte di una giuria internazionale all’Università di Toronto assieme a giuristi, storici e scienziati di fama internazionale che mettono in dubbio la versione ufficiale. George Orwell disse: «L’essere in minoranza, anche l’essererimasti soli, non voleva dire affatto essere pazzi… L’intelligenza non è soggetta alla statistica.

La risposta di Grasso riprende la storia di Ladu:

«Amico è Platone, più amica è la verità». Sul suo blog dice di rifarsi a questa massima di Aristotele, Ferdinando Imposimato, una carriera di tutto rispetto, ex giudice istruttore in processi di mafia eterrorismo, star della Rete e ancora prima della tv (a «Forum»),candidato dai grillini al Quirinale. Però, tanto per fare un esempio diattendibilità, dietro le «rivelazioni» del suo ultimo libro I 55 giorniche hanno cambiato l’Italia si nasconde una fonte che per laProcura di Roma è un impostore, anzi un calunniatore. È l’ex brigadiere della Guardia di finanza in pensione Giovanni Ladu, 57 anni, cagliaritano, residente da tempo a Novara, che con l’autore del libro si è spacciato per un ufficiale di Gladio con il nome da battaglia Oscar Puddu. Amico è Puddu, più amica la verità.

Per parte nostra, aggiungiamo che il giudice Adele Rando nell’unica (finora) sentenza definitiva sul caso Orlandi appurò che i cittadini turchi di cui parla Imposimato erano invece dei bugiardi matricolati che volevano ricevere utilità da presunte “rivelazioni” rivelatasi false (c’è chi, come il giudice Rando, andò a verificare di persona – senza trovare la Orlandi – i racconti dei “testimoni” dell’epoca: sta scritto nella sentenza, strano che Imposimato non la citi…). Sull’università di Toronto e l’11 settembre, invece, vi rimandiamo a questo post sul Perle Complottiste per capirne la portata e il valore storico. Da lì prendiamo la foto di uno degli “esperti” impegnato in una credibilissima “ricostruzione”:
imposimato 11 settembre toronto