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Chi ha incastrato la legge Cirinnà?

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Un rinvio è un rinvio è un rinvio. Ma la settimana di tempo che il DDL Cirinnà si è “guadagnato” non nasce sotto i migliori auspici per chi teneva all’integrità della legge e alla Stepchild Adoption. Il rinvio lo ha chiesto il Partito Democratico incolpando il MoVimento 5 Stelle per la decisione di non votare il “canguro”, ovvero l’emendamento che ne avrebbe fatti cadere altri, del senatore Marcucci che avrebbe semplificato il percorso della legge al Senato fino all’approvazione definitiva. Ma il PD stesso sa benissimo che se da una parte il M5S si è messo di traverso probabilmente per calcolo politico, dall’altra la minoranza Cattodem sta tenendo sotto scacco il partito di Renzi in un modo che il premier non ha mai accettato da altre correnti (come la sinistra Dem).
 

Chi ha incastrato la legge Cirinnà?

Rivediamo il tutto alla moviola. Ieri la legge Cirinnà si trovava ancora sotto il giogo dei cinquemila e più emendamenti, presentati in gran parte dalla Lega Nord, e dell’ostruzionismo. Il Carroccio ha però deciso di ritirare 4500 emendamenti, per intenderci come quelli di cui si stanno facendo circolare immagini in queste ore sostenendo che sono ancora da discutere. Dopo il suo intervento, ieri Centinaio ha raggiunto il banco della presidenza e gli ha simbolicamente consegnato un foglio con su scritto tutti i numeri dei 580 emendamenti che la Lega voleva mantenere (in Aula si sa quindi quali sono gli emendamenti ritirati). Gli emendamenti della Lega erano il 90% delle richieste di modifica del testo, come ha scritto ieri l’agenzia di stampa ANSA. Erano stati oggetto di una ‘trattativa’ con il Pd non andata a buon fine sull’emendamento Marcucci. La mossa del capigruppo Gian Marco Centinaio è quindi stata letta come un colpo di scena in Aula. Quella della Lega è stata una mossa politica, il cui intento era chiaro: visto che il MoVimento 5 Stelle era in difficoltà nel votare il canguro a cui si è sempre ferocemente opposto in aula, facendo decadere la motivazione (ovvero gli emendamenti ostruzionistici) si sarebbe fornito un assist per dichiarare il voto contrario. E, nell’occasione, ricordare che quel grande stratega di Ivan Scalfarotto prima del voto è andato da lui a dirgli “Mi raccomando, siamo nelle vostre mani“. A quel punto il PD non avrebbe avuto i numeri per fare passare l’emendamento Marcucci e, peggio, avrebbe potuto finire anche sotto per i voti dei cattolici del PD che avevano avvertito di non voler votare il canguro. Da qui la richiesta di sospendere l’esame del DDL per una settimana, mentre ieri e oggi mentre si è scatenata la protesta nei confronti di Beppe Grillo e di Alberto Airola.


Intanto su Facebook la deputata dei Giovani Turchi Giuditta Pini ha scritto un post  “spiegone” del DDL Cirinnà:

1 NO il pd non aveva i numeri da solo, altrimenti nel 2013 tutto il film sul governo sì governo no ce lo saremmo evitati
2 NO il Governo non poteva mettere la fiducia.
Perché è un disegno di legge parlamentare e perché si è scelto di non andare a cercare l’accordo solo nella maggioranza di governo e fare una legge al ribasso, ma si è fatto un accordo coi 5 stelle che, ovviamente non avrebbero votato la fiducia al governo…
3 NO non fa lo stesso con o senza il canguro. L’emendamento Marcucci avrebbe tolto moltissimi voti sia della Lega che dei cosiddetti cattolici, moltissimi voti segreti, volti a peggiorare la legge.
4 NO non funziona che se chiedo il voto palese non ci sono i voti segreti. Airola vi ha preso in giro, per avere i voti segreti bastano 20 senatori che ne fanno richiesta su temi specifici
5 NO non si può come dice Giulia Di Vita ( che perdoniamo perché ha l’80% delle assenze in parlamento quindi non sa come funziona) votare lo stesso la legge in un giorno.
La discussione con questo numero di emendamenti e di incognite sul segreto durerà settimane
6 NO non è vero che il parlamento non ha avuto tempo per discutere la legge e che il Pd voleva togliere questa prerogativa ai poveri senatori grillini. La legge è in discussione dal GIUGNO 2013. Quindi non diciamo cavolate
7 NO non è vero che si po’ essere né di destra né di sinistra. Chi lo dice è di destra. Adesso lo sapete anche voi.

Un battibecco, intanto, c’è stato in Transatlantico al Senato, tra esponenti delle famiglie arcobaleno e delle associazioni Lgbt e i senatori M5S Paola Taverna e Alberto Airola, accusati di aver voluto affossare il ddl unioni civili con lo stop di ieri al canguro Pd. Il dibattito è animato, il capannello, davanti alla buvette, si infittisce e ad un certo punto si aggiunge anche l’ex parlamentare Pd Paola Concia. “Noi siamo pronti a votare questa legge ma non potete sancire i vostri diritti calpestando quelli democratici”, sbotta Taverna sottolineando come “bastavano due giorni” per votare i 500 emendamenti leghisti: “Perché devo avallare un processo antidemocratico?”. Ma gli attivisti Lgbt non si convincono, tanto che Concia sottolinea: “Ora vi è presa così, sulla nostra pelle”. “Noi la legge la vogliamo, abbiamo rifiutato il canguro”, replica Airola.

La verità e la propaganda

Come è possibile notare dal semplice racconto dei fatti si è trattato di una partita politica in cui le mosse strategiche di alcuni hanno portato al fallimento della strategia altrui. Nel momento in cui è caduto l’argomento degli emendamenti ostruzionistici era chiaro che il M5S non avrebbe votato il Canguro, anche se è falso sostenere che senza l’ostruzionismo la legge si sarebbe potuta votare in un giorno. La chicca del giorno, poi, è stata la mossa di Scalfarotto (da lui confermata su Twitter con il solito giro di parole) che ha letteralmente offerto la gola al lupo: è evidente che poi quello morde. Detto questo, un’altra cosa evidente è che se il M5S non è un partito serio, il Partito Democratico non ha fatto una figura migliore. Perché ci sono 30 senatori (i cattodem) pronti a votare contro il canguro di Marcucci, nonostante Zanda un paio di giorni fa abbia dovuto ricordare che la libertà di coscienza vale su due articoli della legge e basta. E con questi numeri è a rischio la Stepchild Adoption anche se da domani si votassero soltanto gli articoli senza discussione. Ma, nonostante questo, proprio quel PD che si mangiava i vari Speranza che alimentavano il dissenso interno, i cattodem neanche li sfiora. Anche se molti nel partito non sono d’accordo:

Non abbiamo condiviso il rinvio di questa mattina. In forza della nostra coerenza e a fronte del rischio che il provvedimento si impantani nella palude di continue dilazioni, chiediamo l’immediata convocazione dell’Assemblea del Gruppo”. Lo dichiarano i senatori del Pd di Rifare l’Italia Albano, Angioni, Borioli, Capacchione, Cardinali, Esposito, Fabbri, Ferrara, Fissore, Maturani, Rossi, Silvestro, Tomaselli, Vaccari, Verducci, Zanoni.

Se Giovani Turchi e sinistra Dem sono compatti nel chiedere di non toccare la legge, dall’altra parte la tentazione dei renziani sembra diversa, come raccontato in tutti i retroscena di queste ore: «Altro che adozioni, ora rischia l’intera legge. E rischia anche la sconfitta il Pd nella votazione del canguro. Quindi, in attesa di rientrare a Roma stamattina, Renzi immagina anche la strada di un patto dentro la maggioranza di governo, un accordo con Angelino Alfano che scansi la stepchild adoption per portare a casa le unioni civili» (Goffredo De Marchis, La Repubblica). E questo sarebbe un vero peccato. Perché è stato Renzi a promettere che Ernesto, figlio di Letizia e Teresa, dovesse avere gli stessi diritti dei suoi figli.

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Lo status di Matteo Renzi sulla stepchild adoption durante il dibattito sulle primarie

Il rinvio può servire a ricostruire i ponti fatti saltare ieri con chi vuole la legge o a rimangiarsi tutto in silenzio. Starà a Renzi decidere se vuole passare o no per bugiardo.
Foto copertina: @giovisasso su Twitter