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Che fine ha fatto Ebola

È un po’ che non si sente più parlare di Ebola ma non è certo perché il virus che ha causato l’epidemia di febbre emorragica in Africa occidentale sia stato debellatto del tutto. Mentre la battaglia contro il terribile ebolavirus continua le notizie che arrivano dal fronte caldo della lotta sono, apparentemente, incoraggianti. L’inviato speciale dell’ONU David Nabarro ha dato notizie incoraggianti riguardo ad una sostanziale diminuzione del numero di nuovi casi di contagio. Ebola non è ancora sconfitto ed è necessario mantenere elevata l’attenzione per evitare il diffondersi di nuovi focolai epidemici ma finalmente la vittoria sembra a portata di mano.

 
IL BOLLETTINO DELL’OMS
Secondo l’ultimo bollettino pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il numero di casi sta diminuendo in maniera sensibile e soprattutto i paesi coinvolti nell’epidemia ha raggiunto un grado sufficiente di efficienza e di preparazione da riuscire ad isolare rapidamente gli eventuali casi di contagio da Ebola. Per la prima volta da quando è stato registrato il picco massimo di persone infette (giugno 2014) sono stati registrati meno di 100 nuovi contagiati in una settimana. La mortalità dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie è attualmente tra il 57% e il 59%.

Il totale dei casi di contagio e di morte per Ebola al 21 gennaio 2015 (fonte: who.int)
Il totale dei casi di contagio e di morte per Ebola al 21 gennaio 2015 (fonte: who.int)

Nonostante questo ebolavirus è ancora presente in un terzo delle aree dei tre paesi africani maggiormente colpiti dall’epidemia: Guinea, Liberia e Sierra Leone dove il virus continua a mietere vittime. Buone notizie per il Mali, che avendo registrato l’ultimo caso di un paziente infetto da Ebola 42 giorni fa ha ufficialmente debellato il viruso della febbre emorragica ed è stato dichiarato ebola free.
via who.int
via who.int

Ci vorrà ancora del tempo però per poter raggiungere gli zero casi in tutti e tre i paesi africani: negli ultimi giorni in Sierra Leone ci sono stati 549 nuovi contagiati, in Guinea 136 e in Liberia 25 per un totale di 710 pazienti presi in carico dalle strutture specializzate allestite dai singoli stati con il contributo dell’OMS e della comunità internazionale.
 
LA LIBERIA CE L’HA QUASI FATTA
La Liberia è il paese che al momento dà più speranze di uscire dalla crisi di Ebola. Nei giorni scorsi la presidente liberiana Ellen Johnson Sirleaf ha annunciato la chiusura del centro di assistenza medica anti-ebola di Foya, nel nord del Paese al confine con la Guinea; proprio nell’area dove il virus ha fatto la sua prima comparsa in Liberia. La struttura è il più grande centro di accoglienza per i pazienti di Ebola e sicuramente l’annuncio della sua chiusura, è un buon segnale. Medici Senza Frontiere però precisa che il centro non verrà chiuso ma solo che la sua capacità operativa verrà gradualmente ridotta dal momento che l’afflusso di nuovi pazienti è ai suoi minimi storici da quando è scoppiata l’epidemia. E anche Nabarro invita alla cautela, da Addis Abeba oggi ha ribadito che il virus “non è ancora stato sconfitto”.
I centri di trattamento per i malati di Ebola (fonte who.int)
I centri di trattamento per i malati di Ebola (fonte who.int)

 
IL VIRUS POTREBBE MUTARE
Non ci sono solo buone notizie, per l’ennesima volta viene lanciato l’allarme su una possibile mutazione di Ebola. Secondo quanto riporta il Time un centro di ricerca francese avrebbe scoperto una mutazione del ceppo di ebolavirus responsabile dell’epidemia attuale. Attualmente però non è ancora chiaro cosa comporti e, soprattutto, se questa mutazione rende il virus più contagioso. Non ci sono prove infatti che il virus abbia cambiato il modo con cui si trasmette e quindi per il momento le uniche vie di contagio sono attraverso il contatto diretto con liquidi corporei delle persone infette.
 
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Foto copertina via Ebola&gattini